Tumore al seno. Nel Lazio screening esteso fino a 74 anni

Tumore al seno. Nel Lazio screening esteso fino a 74 anni

Tumore al seno. Nel Lazio screening esteso fino a 74 anni
Approvato il decreto per a gestione dell’alto rischio del tumore della mammella. Gli screening biennali saranno estesi fino a 74 anni alle sole donne che ne faranno richiesta. Per la gestione del follow up post trattamento saranno i centri regionali di senologia (che sono 15) ad occuparsi, per i primi 5 anni, di richiamare le pazienti per i controlli e gli accertamenti, senza che la donna debba prenotarli o recarsi dal medico per la prescrizione. Il decreto

Nella Regione Lazio estesa fino ai 74 anni, su richiesta delle stesse donne, la campagna di screening senologico regionale. La norma è contenuta nel decreto del commissario ad acta e presidente della Regione, Nicola Zingaretti, che contiene il nuovo piano di prevenzione  per la gestione dell’alto rischio del tumore della mammella, e che nel Lazio interessa ogni anno circa 50 mila persone.

Come accennato, dovrà essere però la donna stessa ad avanzare la richiesta individuale di proseguire i controlli mammografici presso i Centri di screening, con frequenza biennale, utilizzando gli stessi protocolli diagnostici. I programmi di screening dovranno, quindi, impegnarsi al reinvito periodico delle donne che ne facciano richiesta.

“In questo modo la platea si allarga in modo significativo poiché fino ad oggi il focus della prevenzione era centrato sulla corte di donne dai 50 a i 69 anni, come da indicazioni nazionali”, commenta la Regione Lazio in una nota che annuncia il provvedimento

La seconda novità contenuta nell’atto regionale firmato dal Presidente Nicola Zingaretti riguarda la gestione del follow up post trattamento del tumore al seno. Viene infatti stabilito che i centri regionali di senologia, per i primi cinque anni, saranno tenuti alla presa in carico e questo vuol dire che alla paziente devono essere garantiti tutti i controlli previsti ed i relativi accertamenti attraverso la modalità del richiamo attivo cioè senza che la donna interessata debba prenotarli o recarsi dal medico per la prescrizione dell’accertamento necessario. “Tutto deve avvenire in automatico e la responsabilità è dei centri senologici che nel Lazio sono 15”, precisa la Regione. Che conclude: “Con questo provvedimento la Regione individua le modalità di accesso ai servizi di diagnostica senologica ed i successivi percorsi dei protocolli di sorveglianza con il coinvolgimento attivo di tutte le strutture facenti parte della rete”.

25 Maggio 2017

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