Dl “Fare”. Il governo pone la fiducia sul testo uscito dalle Commissioni

Dl “Fare”. Il governo pone la fiducia sul testo uscito dalle Commissioni

Dl “Fare”. Il governo pone la fiducia sul testo uscito dalle Commissioni
Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Franceschini è intervenuto nell’Aula della Camera per porre, a nome del Governo, la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del provvedimento, nel testo approvato dalle Commissioni.

Dopo la giornata convulsa di ieri si era capito che il governo avrebbe messo la fiducia sul decreto legge “Fare”. E così questa mattina il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini si è presentato nell’Aula della Camera e ha spiegato che avendo “un calendario molto complicato: 6 decreti, le leggi europee, il Ddl di riforma costituzionale, le leggi sui partiti e l’omofobia, votare su 800 emendamenti non permette di rispettare tempi”, gioco forza l’Esecutivo ha deciso di porre la questione di fiducia sul testo del decreto “Fare” uscito dalle commissioni. 

Inutilmente, si è cercata una mediazione: l’esecutivo ha chiesto di “scendere a un numero ragionevole” di proposte emendative e Sel e Lega “avevano detto si'", la maggioranza aveva accettato di ridurre a 10 gli emendamenti mentre una trattativa con il M5S è saltata e i grillini hanno deciso di tenere tutte le modifiche presentate.


 


Franceschini ha spiegato come è andata con il Movimento cinque stelle “abbiamo avuto un incontro stamani e ci è stato detto che se avessimo accolto una serie di loro emendamenti gli altri sarebbero stati ritirati. Quando abbiamo obiettato che una parte di essi era ammissibile e un'altra no per ragioni di copertura ma anche di merito, quel gruppo ha deciso di chiedere il voto su tutti gli emendamenti”.


 


Ma i grillini replicano alle parole del Ministro offrendo sulla loro pagina ufficiale di Facebook una versione differente dell’incontro: “M5S – riferiscono – propone 400 emendamenti al decreto del Fare. Poi ridotti a 75 in commissione. Poi ridotti agli 8 più salienti. Ma il governo non accetta neanche quelli e pone la fiducia. Ancora una volta la maggioranza non si è scongelata”. E aggiungono “non possono dire: i vostri emendamenti li scegliamo pure noi. Quella del governo era una proposta irricevibile. Noi avevamo indicato prima 50 emendamenti, poi otto, ma erano irrinunciabili. Loro lo sapevano. Si vede che il governo non aveva intenzione di trattare”.


 


La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha quindi sospeso la seduta convocando la conferenza dei capigruppo per decidere come proseguire i lavori dell'assemblea ovvero i tempi e le modalità di votazione che dovrebbe essere non prima di domani. Infatti, salvo intesa unanime fra i gruppi, la votazione ha luogo a 24 ore di distanza dall'annuncio del Governo in Aula.

23 Luglio 2013

© Riproduzione riservata

Il personale sanitario e la grande delusione della manovra: niente piano assunzioni né aumenti generalizzati degli stipendi. E cresce la protesta. I medici: “Una doccia gelata, pronti a mobilitazione”
Il personale sanitario e la grande delusione della manovra: niente piano assunzioni né aumenti generalizzati degli stipendi. E cresce la protesta. I medici: “Una doccia gelata, pronti a mobilitazione”

Doveva essere la manovra del personale sanitario. Quella capace di dare finalmente un segnale concreto a medici, infermieri e professionisti del Servizio sanitario nazionale, dopo anni segnati da carenze di...

Farmaceutica. Meloni: “Settore trainante del Made in Italy”. Produzione a 74 miliardi nel 2025. E sul Testo unico sulla farmaceutica: “Accelerare l’accesso all’innovazione”
Farmaceutica. Meloni: “Settore trainante del Made in Italy”. Produzione a 74 miliardi nel 2025. E sul Testo unico sulla farmaceutica: “Accelerare l’accesso all’innovazione”

Una produzione da 74 miliardi di euro e un export che supera i 69 miliardi nel 2025. Sono i numeri con cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni rivendica il...

Manovra. Schillaci: “La salute non è una voce di spesa. No ai contentini per cercare consenso”
Manovra. Schillaci: “La salute non è una voce di spesa. No ai contentini per cercare consenso”

La salute non può essere considerata semplicemente una voce di spesa e le politiche sanitarie non devono ridursi a misure di facciata pensate per ottenere consenso nell'immediato. È il messaggio...

Manovra. Gemmato respinge le critiche: “Ingeneroso parlare di tagli alla sanità. Il Fondo cresce di quasi 10 miliardi tra il 2025 e il 2027”
Manovra. Gemmato respinge le critiche: “Ingeneroso parlare di tagli alla sanità. Il Fondo cresce di quasi 10 miliardi tra il 2025 e il 2027”

“Dire che ci sono stati dei tagli alla sanità mi sembra quantomeno ingeneroso”. Non ci sta il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, che respinge al mittente le critiche avanzate da...