Tutti i numeri dell’HIV nella UE e nello Spazio economico europeo
– Uno dei motivi è il seguente: secondo una stima dell’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), in tutta la macroregione oltre 122.000 persone con HIV non sono attualmente consapevoli di aver contratto l’infezione.
– I nuovi dati di sorveglianza dimostrano inoltre che, nella UE/SEE, quasi una persona HIV-positiva su due (47%) riceve la diagnosi in una fase tardiva dell’infezione. Secondo una nuova stima dell’ECDC, in media ci vogliono quasi quattro anni (3,8) prima che un’infezione da HIV sia diagnosticata, e quindi segnalata. Questo suggerisce che in molti Paesi esistano tuttora problemi di accesso ai test per l’HIV.
– Circa il 15% delle persone che hanno contratto l’infezione da HIV nella UE/SEE non conosce il proprio status di positività, perché non ha ancora ricevuto una diagnosi: si tratta, appunto, di 122.000 persone. Per chiudere questo divario tra coloro che non sono consapevoli dell’infezione e coloro che hanno già ricevuto la diagnosi, dobbiamo sostenere e promuovere un miglior accesso ai test per l’HIV. Lo strumento di modellazione per l’HIV dell’ECDC aiuta i Paesi a capire dove devono concentrare i loro sforzi – in termini di screening e test – per raggiungere l’obiettivo UNAIDS 90-90-90.
– I risultati del monitoraggio biennale della Dublin Declaration on Partnership to Fight HIV/AIDS in Europe and Central Asia dimostrano, tra l’altro, che in genere – rispetto ad altre regioni – nella UE/SEE il trattamento dell’HIV inizia prima, e che un maggior numero di persone riceve una terapia salvavita. Tuttavia, nella UE/SEE una persona con diagnosi di HIV su sei non è ancora in trattamento. In coloro che invece hanno iniziato il trattamento, quest’ultimo dimostra appieno la sua efficacia: quasi nove persone con HIV su dieci sottoposte a trattamento sono virologicamente soppresse. Questo significa che il virus non viene più rilevato nel sangue e non può quindi essere trasmesso ad altri.
– Nella UE/SEE il sesso tra maschi – tuttora la principale via di trasmissione del virus HIV –rappresenta il 42% di tutte le diagnosi di HIV notificate nel 2015 e, in 15 Paesi, più della metà delle nuove diagnosi. I maschi che fanno sesso con altri maschi sono l’unico gruppo nella UE/SEE per il quale nel corso degli anni è stato osservato un aumento costante delle diagnosi. Con il 32% di diagnosi segnalate, il sesso tra maschi e femmine rappresenta la seconda via di trasmissione più comune nella UE/EEA, seguito dall’uso di droghe per via iniettiva (4%).
– Nella parte centrale della Regione Europa dell’OMS, dove l’incidenza di HIV è sempre stata tradizionalmente bassa, predominano le nuove infezioni tra maschi che fanno sesso con altri maschi e tra eterosessuali, e in molti Paesi stanno perfino aumentando. Nella parte orientale predominano invece le nuove infezioni tra eterosessuali e persone che fanno uso di droghe per via iniettiva, con aumenti marcati osservati nei Paesi più vasti della Regione.
– I mezzi per prevenire la trasmissione e combattere le epidemie esistono già, dobbiamo solo usarli in modo appropriato: è infatti disponibile un numero sempre maggiore di strumenti efficaci per i test, la prevenzione e il controllo dell’HIV, ivi inclusi il trattamento preventivo, la profilassi pre-esposizione, l’auto-test e i test ambulatoriali, la prevenzione basata su app per smartphone e il potenziale per la dispensazione di trattamenti a lungo termine.
– Nel 2015, 153.407 persone in 50 dei 53 paesi della Regione Europa dell’OMS hanno ricevuto una nuova diagnosi di HIV. Questo corrisponde a un tasso di incidenza pari a 17,6 nuove diagnosi ogni 100.000 persone.
25 Ottobre 2017
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