Biologi. Il nostro non è un convegno “no vax”

Biologi. Il nostro non è un convegno “no vax”

Biologi. Il nostro non è un convegno “no vax”

Gentile direttore,


in riferimento alle dichiarazioni del dottor Anelli, presidente di Fnomeceo, non posso che riconoscere la correttezza del commento dei medici sul convegno organizzato dal nostro Ordine su nanoparticelle e nanopatologie da inquinamento ambientale. Un ricercatore che si rispetti, infatti, è chiamato ad attendere prima gli abstract e i report prodotti dai relatori e poi, semmai, subito dopo, esprimere, il proprio parere. Positivo o negativo che esso sia.


 


Bene ha fatto, dunque, Fnomeceo ad auspicare che in tale consesso "vengano diffuse informazioni che tengano conto del metodo applicato dalla ricerca scientifica, ossia di fatti osservabili, misurabili e riproducibili" e che "ci si affidi, nella divulgazione alla pubblica opinione, a tali evidenze".


 


Un assunto che abbiamo fatto a più riprese nostro e che abbiamo anche tentato, inutilmente, di evidenziare e condividere con quanti, in questi giorni, ci hanno scagliato addosso ingenerosi anatemi senza nemmeno informarsi circa l'oggetto della discussione. Proprio per questo ci teniamo a comunicare, anche attraverso il suo quotidiano, che gli abstract delle relazioni svolte saranno resi noti e si potrà correttamente evincere la tipologia ed il pregio scientifico degli argomenti trattati.

Il processo alle intenzioni e le critiche pregiudiziali non appartengono al patrimonio della scienza ma a quello della apodittica supponenza priva di costrutto.

Quanto alle critiche espresse da taluni nostri colleghi biologi (molti dei quali, bisogna sottolinearlo, hanno parlato solo per "sentito dire"), compresi biologi e personale scientifico del IRCCS-Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, non posso che ripetere, per l'ennesima volta, come l'evento in programma il prossimo 2 marzo a Roma non sia "no vax" né tantomeno dedicato all'argomento vaccini. E che se vogliono venire a constatarlo di persona, saranno i benvenuti.

Noi non stiliamo liste di proscrizione, non conferiamo patenti di legittimità, non puntiamo il dito contro nessuno né scriviamo sulla lavagna i nomi degli scienziati buoni e di quelli cattivi. Noi non ci ergiamo sul pulpito, bensì ci inchiniamo al metodo scientifico del confronto e della confutazione, sempre in piena libertà, senza chiudere le porte in faccia a chi ci è sgradito solo perché, magari, non la pensa come noi. In una sola frase: prima ascoltiamo e poi, se è il caso discutiamo e dissentiamo.

Ricordo, fino alla noia, a quanti ancora nutrissero dubbi, che il novero degli scienziati invitati al convegno del 2 marzo è di assoluto prestigio scientifico internazionale comprendendo, tra gli altri, non solo il premio Nobel Luc Montagnier, ma anche il professor Morando Soffritti, presidente dell'Istituto Ramazzini di Bologna, la dottoressa Sonia Manzo, ecotossicologo, primo ricercatore al Centro Ricerche ENEA di Portici, il professor Ivano Spano, docente dell'ateneo padovano e presidente del National Institute of Deaf Mutes di Roma e il professor Giulio Tarro, pluripremiato e già candidato al Nobel.
 
Proprio quest'ultimo, illustre virologo, nonché antesignano della pratica vaccinale (e dunque come tale inattacabile), ha espresso il proprio disappunto per la querelle sollevata contro l'iniziativa messa in campo dal nostro Ordine, in una lettera che è stata pubblicata in bella evidenza anche sul sito dell'ONB e di cui, come ulteriore risposta (dal momento che, chissà perchè, è stata ignorata dai media) a chi ci vorrebbe alla gogna, vorrei prendere in prestito alcuni stralci a mio giudizio particolarmente significativi.

Molte di queste critiche sono infatti basate, scrive Tarro, praticamente "solo sulla presunzione di poter giudicare a monte un convegno internazionale che rappresenta l'espressione di una scelta scientifica e professionale". Tale importante convegno "sarà giudicato a valle dopo la sua effettuazione. Per il potenziale scientifico dei relatori, non teme certo le critiche dell'aurea mediocritas".
 
Sen. Dr. Vincenzo D'Anna
Presidente Ordine Nazionale dei Biologi 

Vincenzo D Anna

15 Febbraio 2018

© Riproduzione riservata

Il miglior scudo penale per il medico? L’ascolto del paziente
Il miglior scudo penale per il medico? L’ascolto del paziente

Gentile Direttore,c'è una domanda che viene fatta frequentemente durante i corsi ECM e cioè: qual è il migliore scudo penale? Prevenire è meglio che curare, dice un noto aforisma di...

Pnrr e Adi, il paradosso della copertura senza cura. Un’occasione mancata per la cronicità e la non autosufficienza
Pnrr e Adi, il paradosso della copertura senza cura. Un’occasione mancata per la cronicità e la non autosufficienza

Gentile Direttore, l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) rappresentava uno dei pilastri strategici del PNRR per la riorganizzazione territoriale del Servizio Sanitario Nazionale. L’obiettivo era chiaro: spostare il baricentro dell’assistenza verso il...

Quando il territorio diventa un confine: il caso della salute mentale
Quando il territorio diventa un confine: il caso della salute mentale

Gentile Direttore,In questo gran parlare di paziente al centro, di one health come presa in carico totale, si dimentica che c’è un ambito che ne è stato pioniere e ne...

Autismo, oltre il muro delle residenze: verso un nuovo modello di vita
Autismo, oltre il muro delle residenze: verso un nuovo modello di vita

Gentile Direttore,l’autismo in Italia si trova oggi a un bivio cruciale: da un lato la necessità di superare i modelli segreganti, dall’altro l’urgenza di dare risposte concrete a migliaia di...