Morte Dj Fabo. Consulta Bioetica: “Grazie ai giudici milanesi nuove prospettive di libertà su autodeterminazione del fine vita”

Morte Dj Fabo. Consulta Bioetica: “Grazie ai giudici milanesi nuove prospettive di libertà su autodeterminazione del fine vita”

Morte Dj Fabo. Consulta Bioetica: “Grazie ai giudici milanesi nuove prospettive di libertà su autodeterminazione del fine vita”
“Un successo di straordinaria importanza, che premia la tenacia di chi ha promosso l’azione, e che mostra la positiva attenzione della Magistratura sui diritti civili”. Con queste parole Maurizio Mori, presidente della consulta di Bioetica, ha commentato la decisione di ieri, con la quale i giudici milanesi hanno sospeso il giudizio di Marco Cappato, rimandando la valutazione alla Corte Costituzionale.

“Il paese deve essere grato a Dj. Fabo, ai suoi familiari, a Marco Cappato e all’Associazione Coscioni, e alle tante persone che negli ultimi anni si sono impegnate nell’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sui temi del fine-vita”. Maurizio Mori, presidente della consulta di Bioetica, esprime così la sua approvazione per la decisione della La Corte d'Assise di Milano di trasmettere gli atti alla Consulta, affinché valuti la legittimità costituzionale del reato di aiuto al suicidio nel processo che vede imputato Marco Cappato, per la morte di dj Fabo.
 
“Non sappiamo che cosa deciderà la suprema Corte sul punto, né vogliamo qui entrare nelle questioni giuridiche concernenti le sentenze costituzionali e le prospettive aperte dalla nuova legge sul biotestamento. Dal punto di vista bioetico – ha aggiunto Mori – ci limitiamo a rilevare che oggi il ‘diritto alla vita’ va inteso come ‘diritto alla vita dignitosa’ e che nelle attuali condizioni storiche la tecnologia medica o altre circostanze possono creare situazioni in cui vengono meno i parametri minimi di dignità”.

“In queste circostanze – ha detto il presidente della consulta di Bioetica – il ‘diritto alla vita’ che spesso viene inteso come dovere di vivere, perde vigore e diventa controproducente o anche degradante. In tali circostanze è giusto che tale diritto ceda il passo all’autodeterminazione individuale, consentendo all’interessato di scegliere se continuare a vivere nelle condizioni date o se invece morire. In quest’ultimo caso, l’interessato ha diritto di essere aiutato a chiudere la propria esistenza con dignità, o col suicidio assistito o anche con l’eutanasia”.
 
La Consulta di Bioetica Onlus ha riaffermato la propria posizione sul fine-vita nell’ambito di un Convegno internazionale tenutosi nel giugno 2017 a Roma presso la Camera dei Deputati sul tema “Per l’eutanasia in Italia”. Invita la Corte Costituzionale “a non perdere l’occasione di riaffermare una nuova libertà capace di far crescere la coscienza civile e far compiere un passo di civiltà al nostro paese”.

“Giudici della suprema Corte – ha concluso la Consulta – l’Italia può essere una delle apripista in Europa sulla dignità del morire: non perdete l’opportunità, ma mostrate che sui diritti civili e delle libertà possiamo essere maestri al mondo! Così facendo darete anche una risposta concreta all’impegno di Dj. Fabo e dei tanti che negli ultimi anni hanno richiesto di morire con dignità”.

15 Febbraio 2018

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