Novara. Aggredito medico di continuità assistenziale. Aveva negato un farmaco

Novara. Aggredito medico di continuità assistenziale. Aveva negato un farmaco

Novara. Aggredito medico di continuità assistenziale. Aveva negato un farmaco
Saitta: “Nessuna responsabilità della Asl di Novara, che ha recepito dal 2011 la raccomandazione ministeriale per prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari, lavora costantemente per identificare i fattori di rischio per la sicurezza del personale ed è impegnata a porre in essere misure di prevenzione e controllo più adeguate”.

Un medico del servizio di continuità assistenziale è stato aggredito nella serata di sabato a Novara da un gruppo di persone non ancora identificate.

Secondo le prime ricostruzioni, a far scattare l’episodio di violenza sarebbe stato il diniego del medico all’erogazione di un farmaco. Sul posto sono intervenute immediatamente le forze di polizia.

“La dinamica dell’evento è al vaglio delle Forze dell’Ordine che hanno acquisito le immagini delle telecamere”, ha affermato l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Antonio Saitta, rispondendo in Consiglio regionale ad un’interrogazione. “L’Asl Novara, che ha recepito dal 2011 la raccomandazione ministeriale per prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari, lavora costantemente per identificare i fattori di rischio per la sicurezza del personale ed è impegnata a porre in essere misure di prevenzione e controllo più adeguate”.

Saitta ha ricordato inoltre come la Regione Piemonte sia da tempo impegnati sul fronte della sicurezza degli operatori sanitari. Lo scorso ottobre, per esempio, la Asl Torino 4 ha presentato  una campagna di sensibilizzazione che ha coinvolto l'Ordine dei Medici, il collegio degli infermieri e CittadinanzAttiva.

“Si tratta di un tema di valenza nazionale e generale, ma è bene che ci si attivi su queste problematiche. L’iniziativa dell’ASL TO4 ha il pregio di mettere insieme più soggetti: è la strada giusta per fare qualcosa di utile”, ha detto Saitta. “Credo che a monte vi debba essere un atteggiamento diverso nei confronti dell’operatore sanitario, medici ed infermieri in primis. La società in cui viviamo ci porta a pensare che la guarigione sia obbligatoria, che l’errore sia imperdonabile, che i luoghi di cura siano sempre in grado di risolvere i problemi di salute personali e dei nostri cari. Anche i media possono fare la loro parte, con una minor tendenza alla ricerca di notizie solo scandalistiche”.
 
“Inevitabile – ha aggiunto Saitta-  anche mettere in atto azioni più efficaci per proteggere l’incolumità degli operatori e consegnare alla giustizia coloro che si rendono responsabili di aggressioni e di violenze”.

13 Marzo 2018

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