Alla Asl TO3, finanziamento di 330 mila euro per studiare gli effetti sulla salute dell’allungamento dell’età pensionabile e delle politiche previdenziali

Alla Asl TO3, finanziamento di 330 mila euro per studiare gli effetti sulla salute dell’allungamento dell’età pensionabile e delle politiche previdenziali

Alla Asl TO3, finanziamento di 330 mila euro per studiare gli effetti sulla salute dell’allungamento dell’età pensionabile e delle politiche previdenziali
Un progetto che verrà realizzato dal Servizio di Epidemiologia si propone di studiare l'impatto sulla salute delle misure di riforma dei regimi pensionistici intervenute nel nostro paese dagli anni 90 in poi, con particolare attenzione all’osservazione dei rischi specifici di sviluppare patologie.

L’allungamento dell’età pensionabile ed il susseguirsi dei provvedimenti previdenziali possono avere effetti sulla salute delle persone interessate? Le riforme inducono sicuramente cambiamenti sulle condizioni di vita delle persone , psicosociali e materiali, ma finora non si è mai analizzato con rigore scientifico l’impatto dell’assetto previdenziale sullo stato di salute della popolazione nella fascia di età coinvolta.

È questa una delle ragioni per cui il ministero della Salute ( anche su mandato degli enti nazionali di riferimento quali INPS, INAIL, ISTAT) ha deciso di finanziare un progetto di ricerca finalizzata applicata “sul campo” ufficialmente intitolato “The health equity impact of increasing age of retirement: the contribution of Italian longitudinal studies” presentato a fine 2017 dalla Asl TO3 attraverso il Servizio di Epidemiologia (diretto da Giuseppe Costa), progetto che in questi giorni ha ottenuto anche le risorse (ben 330 mila euro) per poter venire realizzato.

“L'allungamento dell'età pensionabile è uno degli obiettivi comuni alle politiche sociali nei paesi europei, preoccupati di garantire sostenibilità ai regimi previdenziali. È evidente però che gli interventi sulle pensioni ed il conseguente allungamento dell’attività lavorativa hanno una forte relazione con la salute delle persone con varie implicazioni fra cui l'equità di trattamento”, spiega Flavio Boraso, direttore generale dell’Asl TO3. “Da un lato il nostro osservatorio epidemiologico ha già stimato che più di tre anni di aspettativa di vita separano un quadro dirigente torinese che sopravvive fino a 65 anni da un suo coetaneo con sola qualifica di operaio. Dall'altro lato improvvise misure di allungamento dell'età pensionabile possono scontrarsi con le aspettative dei destinatari e determinare gravi effetti sfavorevoli sulla salute. I meccanismi con cui la salute interagisce con queste scelte sono stati finora poco indagati e un progetto di ricerca si propone di colmare l’assoluta mancanza di conoscenze al riguardo”.

In particolare il progetto si propone di studiare l'impatto sulla salute delle misure di riforma dei regimi pensionistici intervenute nel nostro paese dagli anni 90 in poi, con particolare attenzione all’osservazione dei rischi specifici di contrarre patologie, valorizzando i principali studi disponibili.

Le riforme inducono cambiamenti sulle condizioni di vita delle persone, psicosociali e materiali, che possono avere impatti di varia natura, come ad esempio sul rischio coronarico attraverso meccanismi biologici che saranno indagati in campioni di popolazione la cui storia sanitaria è arricchita con marcatori biologici specifici. Il progetto può contare sul contributo di epidemiologi, statistici, ricercatori sociali e di economia del lavoro che da tempo collaborano con la ASL TO3 per i compiti di monitoraggio dell'impatto sulla salute delle politiche sanitarie e non sanitarie.

L'approvazione del progetto dell’ASL TO3 da parte del Ministero è particolarmente significativa per due ragioni. La prima è che sui 6 progetti piemontesi approvati cinque provengono da aziende ospedaliere (quattro dalla Città della Salute e uno dall'ospedale di Alessandria), mentre quello della ASL TO3 è l'unico presentato da una ASL territoriale , con un importante riconoscimento economico. La seconda è che questo è l'unico progetto tra i sei e uno dei pochi a livello nazionale che non premia la ricerca di base pura o translazionale clinica, ma riconosce l'importanza di sviluppare operativamente le conoscenze scientifiche relative all'impatto sulla salute da parte di quelle politiche che tanta parte hanno nel vissuto della popolazione.

I risultati della ricerca sono attesi dagli enti committenti e dagli analisti delle politiche previdenziali affinché nel disciplinare la flessibilità nei regimi pensionistici, si tenga conto non soltanto di aspetti di tipo economico ma anche dell'impatto che possono determinare sulla salute delle persone coinvolte , come nel caso recente dell'APE sociale e della definizione dei lavori gravosi.
 

03 Aprile 2018

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