Interventi oculistici raddoppiatia Potenza con l’istituzione della struttura interaziendale complessa

Interventi oculistici raddoppiatia Potenza con l’istituzione della struttura interaziendale complessa

Interventi oculistici raddoppiatia Potenza con l’istituzione della struttura interaziendale complessa
Con l’attivazione della nuova struttura tra l’Azienda Sanitaria Locale di Potenza e l’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza il numero di interventi per cataratta è passato da 600 l’anno a 1.800. I tempi d’attesa sono scesi da 7 a 2 mesi. Franconi: “Un modello a cui stanno guardando con attenzione anche le altre Regioni”

Un numero maggiore di interventi, più appropriatezza e tempi di attesa ridotti. 

A due anni dalla sua istituzione è positivo il bilancio Struttura interaziendale complessa di Oculistica attivata tra la l’Azienda Sanitaria Locale di Potenza e l’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza. La Sic svolge la sua funzione con l’autonomia professionale e gestionale di più strutture ospedaliere o territoriali omogenee per la tipologia di prestazioni erogate.

I risultati dei primi due anni di attività sono stati illustrati ieri, nel corso di una conferenza stampa, a cui hanno preso parte l’assessore regionale alle Politiche della Persona, Flavia Franconi, il commissario Asp, Giovanni Chiarelli, il direttore sanitario dell’Aor San Carlo Antonio Picerno, il direttore della Sic di oculistica Domenico Lacerenza, e il dirigente regionale dell’Ufficio Pianificazione sanitaria Giuseppe Montagano.

Dai dati presentati, emerge che con la nascita della Sic di Oculista, i posti letto in dotazione del San Carlo sono diminuiti da quattordici ad otto. A fronte, però, di questa riduzione nell’ospedale potentino le attività chirurgiche hanno avuto un incremento di oltre il 100%, grazie al fatto che gli interventi meno complessi si svolgono negli ambulatori degli ospedali distrettuali. Secondo quanto prevede il modello adottato, infatti, i pazienti con complessità clinica bassa e patologie oculari di media–bassa complessità sono trattati presso gli ospedali distrettuali, mentre i pazienti con complessità clinica elevata e le patologie oculari clinicamente più complesse sono trattati presso il San Carlo.

L’appropriatezza delle prestazioni, inoltre, ha consentito anche di ridurre i tempi di attesa: ad esempio, per la cataratta, la patologia epidemiologicamente più diffusa, l’attesa oggi è dell’ordine di due mesi circa, mentre nel biennio precedente si doveva aspettare dai sei ai sette mesi. Sempre per la cataratta si è passati dai 600 interventi all’anno prima del 2015, ai 1.800 del 2017, fino a una previsione di oltre 2.000 per l’anno in corso. 

La trasformazione ha consentito, poi, di intercettare la migrazione sanitaria di altre Regioni meridionali, tanto che è più che raddoppiato il numero di pazienti che si recano in Basilicata per problemi oculistici. Per quanto riguarda l’interventistica, sono state implementate alcune attività come la chirurgia vitreo-retinica, nei casi di distacchi di retina, retinopatia diabetica, corpi estranei endobulbari, maculopatie trazionali, i trapianti corneali, e l’oftalmologia pediatrica. 

“La Sic – ha commentato l’assessore Franconi – ci ha mostrato risultati sorprendenti. Abbiamo messo in campo un modello nella gestione della sanità efficace ed estremamente competitivo, conseguendo il duplice obiettivo dell’appropriatezza delle prestazioni al cittadino con la riduzione dei costi. Ciò ci consente di pensare a investimenti innovativi per il futuro. È un modello a cui stanno guardando con attenzione anche le altre Regioni. I risultati ottenuti ci fanno ben sperare nello sviluppo dell’oculista lucana nei prossimi anni”. 

“Modelli organizzativi come la Sic sono di certo la risposta più efficace per poter continuare a garantire a tutti i cittadini prestazioni di qualità”, ha aggiunto il direttore della Sic Domenico Lacerenza. “Obiettivo della Sic, tra i tanti, è quello di ampliare la gamma delle prestazioni che curano il paziente nella molteplicità della patologie che l’occhio può presentare. Non serve andar fuori dalla Basilicata per curarsi con standard alti di qualità”.

16 Maggio 2018

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