Specializzazione fantasma per i fisici medici?

Specializzazione fantasma per i fisici medici?

Specializzazione fantasma per i fisici medici?

Gentile Direttore,
sono il rappresentante AIFM (Associazioni Italiana di Fisica Medica) degli Specializzandi in Fisica Medica; ma se questo bastasse a presentarmi ai Suoi Lettori, probabilmente oggi non sarei qui a scriverle…Il punto infatti è proprio questo: di quale specializzazione stiamo parlando?
Il 4 febbraio del 2015 il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, di concerto con il Ministro della Salute, firma un decreto, il Decreto Interministeriale n. 68 (Riordino scuole di specializzazione di area sanitaria), che all’Art. 1 dice: “Il presente decreto individua le scuole di specializzazione di area sanitaria, il profilo specialistico, gli obiettivi formativi ed i relativi percorsi didattici suddivisi in aree e classi, di cui all'allegato al presente decreto.”
 
E guardando nell’allegato: Area Medica, Area Chirurgica, Area Servizi Clinici; e sotto quest’ultima, alla fine: Fisica Medica. Sì, proprio alla fine. Un caso? Beh, parliamone…
 
Esiste in inglese un’espressione molto nota anche in Italia, a quanti in particolare si siano ritrovati nell’imbarazzante condizione di dover fare un elenco di fronte a un pubblico (straniero). Inevitabilmente, un ultimo dovrà esserci; ma per sottolineare che l’ordine di elencazione non va interpretato come un ordine di importanza, si aggiunge alla fine: “last but not least!”.
 
Forse sarebbe stato il caso di dirlo anche nel decreto, perché l’anno successivo una nuova legge, Legge 26 maggio 2016 n. 89, all’Art. 2-bis (Scuole di specializzazione non mediche) dispone: “Nelle more di una definizione organica della materia, le scuole di specializzazione di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162, riservate alle categorie dei veterinari, odontoiatri, farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi sono attivate in deroga alle disposizioni di cui al comma 1 dell'articolo 8 della legge 29 dicembre 2000, n. 401. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.”
 
Dunque, riassumendo: la suddetta legge abroga temporaneamente (fintanto che non si sia ottenuta “una definizione organica della materia”) l’Art. 8 della legge riguardante le “Norme sull’organizzazione e sul personale del settore sanitario”. Articolo che avrebbe garantito in futuro il “last but not least”: “Il numero di laureati appartenenti alle categorie dei veterinari, odontoiatri, farmacisti, biologi, chimici, fisici, psicologi iscrivibili alle scuole di specializzazione post-laurea è determinato ogni tre anni secondo le medesime modalità previste per i medici dall’articolo 35 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, ferma restando la rilevazione annuale del fabbisogno anche ai fini della ripartizione annuale delle borse di studio nell’ambito delle risorse già previste.”
 
Ho letto, in un’analoga lettera aperta a Lei inviata, che i numerosi giovani medici (in circa 15 mila, dicono, hanno partecipato al concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione), nel caso non ottenessero un aumento del numero di borse di specializzazione, sono pronti alla mobilitazione.
 
E noi Fisici (e gli altri colleghi “non-medici”), esclusi da sempre dai contratti di formazione, cosa dovremo fare per ottenere il giusto riconoscimento? Mobilitarci anche noi? Qualcuno sostiene di sì.
 
Ma io la penso diversamente. Perché ho piena fiducia nella struttura democratica del mio Paese e nella disposizione all’ascolto di chi Lo guida.
Errare humanum est, perseverare autem diabolicum. Un cambiamento definitivo di rotta è dunque necessario.

Davide Gurrera
Ph.D. and Cand. of Sciences
AIFM Specializzandi in Fisica Medica
 

30 Luglio 2018

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