Precari. Ao Ruggi: “250 autorizzazioni acquisite in 8 mesi e tempi veloci per la stabilizzazione. Quale immobilismo?”

Precari. Ao Ruggi: “250 autorizzazioni acquisite in 8 mesi e tempi veloci per la stabilizzazione. Quale immobilismo?”

Precari. Ao Ruggi: “250 autorizzazioni acquisite in 8 mesi e tempi veloci per la stabilizzazione. Quale immobilismo?”
Quanto all’assunzione a tempo indeterminato di personale in graduatoria presso aziende sanitarie di altre regioni, la Direzione del Ruggi precisa: “In maniera impropria e superficiale i sindacati annoverano tale procedura nell’alveo delle ‘stabilizzazioni’. In realtà la norma, cosiddetta legge Madia, disciplina situazioni totalmente diverse”.

L’A.O.U. San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona respinge le accuse di immobilismo in materia di stabilizzazione del persola precario e in una nota evidenzia di avere ottenuto dal 2016 ad oggi, “autorizzazioni a reclutare personale per un complessivo di 550 unità, di cui circa il 50% (255) negli ultimi 8 mesi, grazie alla fattiva attività propositiva di questa Direzione Strategica e che a breve saranno pubblicati i primi provvedimenti di stabilizzazione del personale precario”.

Quanto all’assunzione a tempo indeterminato di personale risultato utilmente collocato in graduatorie presso aziende sanitarie appartenenti ad altre regioni, la nota del Ruggi evidenzia che “in maniera impropria e superficiale i sindacati annoverano tale procedura nell’alveo delle ‘stabilizzazioni’. In realtà la norma, cosiddetta legge Madia, disciplina situazioni totalmente diverse da quelle invocate. A riprova di ciò si sottolinea che la Regione Campania, in merito alle modalità di stabilizzazione del personale precario, ha emanato una specifica linea guida che non contempla tali fattispecie”.

“La Regione Lazio – riferisce la nota – ha disciplinato tali assunzioni individuando distinte condizioni attuative al di fuori delle procedure di stabilizzazione. E’ di tutta evidenza che, al fine di trovare una idonea soluzione, evitando difformità interpretative, la problematica evidenziata debba essere affrontata su un tavolo tecnico regionale. Questa Azienda, in proposito, ha già provveduto ad interessare la Direzione Generale della Tutela della Salute della Regione Campania”.
 

01 Agosto 2018

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