Quale rapporto tra Accademia ed Ebm?

Quale rapporto tra Accademia ed Ebm?

Quale rapporto tra Accademia ed Ebm?

Gentile direttore,
ho letto con interesse e partecipazione la lettera del Dott. Leonardo Pellicciari, fisioterapista e dottore di ricerca, nella quale è sottolineata l’apparente incongruenza per effetto della quale, in sede di valutazione concorsuale, la sola frequenza di un corso (o più) su revisioni sistematiche e meta-analisi arriva a ricevere un punteggio superiore al dottorato di ricerca, giustamente indicato come il massimo grado di istruzione accademica.
 
In particolare, viene sottolineato come la partecipazione alla pubblicazione di una revisione sistematica su rivista indicizzata, di per sé indice di competenza in materia, riceva minor credito dell’iscrizione a un corso specialistico.
 
La lettera si presta a una riflessione che riguarda il rapporto tra accademia e medicina basata sulle prove di efficacia, la cosiddetta EBM, di cui le revisioni sistematiche sono uno dei disegni di studio più apprezzati. I due ambiti sono affini per vocazione e apparentemente sovrapponibili, poiché votati entrambi alla verifica delle conoscenze, alla ricerca e alla sua diffusione. Ma, nella realtà, si tratta di due universi spesso distanti, soprattutto nel nostro paese.
 
Una distanza per effetto della quale i professionisti sanitari formati dalle università e i ricercatori stessi raramente hanno nel proprio bagaglio culturale e nei propri obiettivi di ricerca la padronanza di quei metodi rigorosi e condivisi a livello internazionale che sono imprescindibili per condurre progetti finalizzati all’applicazione dell’EBM per la valutazione degli interventi sanitari e alla realizzazione di pubblicazioni secondarie di alta qualità.
 
E’ dunque ragionevole ipotizzare che per muoversi a suo agio e con efficacia in questo ambito, anche un dottorando, detentore del massimo titolo di studi, possa trarre beneficio dalla frequenza di corsi specialistici sui disegni di studio sperimentale primari e secondari, vale a dire studi clinici randomizzati, revisioni sistematiche e linee guida.
 
Questi corsi oggi sono proposti da alcuni atenei italiani, (Milano, Modena e Reggio Emilia, Verona a esempio di un gruppo più ampio), con garanzia di percorsi accurati e qualificanti, capaci di dare un importante valore aggiunto alla ricerca, fuori e dentro l’accademia.
 
Lorenzo Moja
Medico Ricercatore
UniMi
 

Lorenzo Moja

07 Settembre 2018

© Riproduzione riservata

Il miglior scudo penale per il medico? L’ascolto del paziente
Il miglior scudo penale per il medico? L’ascolto del paziente

Gentile Direttore,c'è una domanda che viene fatta frequentemente durante i corsi ECM e cioè: qual è il migliore scudo penale? Prevenire è meglio che curare, dice un noto aforisma di...

Pnrr e Adi, il paradosso della copertura senza cura. Un’occasione mancata per la cronicità e la non autosufficienza
Pnrr e Adi, il paradosso della copertura senza cura. Un’occasione mancata per la cronicità e la non autosufficienza

Gentile Direttore, l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) rappresentava uno dei pilastri strategici del PNRR per la riorganizzazione territoriale del Servizio Sanitario Nazionale. L’obiettivo era chiaro: spostare il baricentro dell’assistenza verso il...

Quando il territorio diventa un confine: il caso della salute mentale
Quando il territorio diventa un confine: il caso della salute mentale

Gentile Direttore,In questo gran parlare di paziente al centro, di one health come presa in carico totale, si dimentica che c’è un ambito che ne è stato pioniere e ne...

Autismo, oltre il muro delle residenze: verso un nuovo modello di vita
Autismo, oltre il muro delle residenze: verso un nuovo modello di vita

Gentile Direttore,l’autismo in Italia si trova oggi a un bivio cruciale: da un lato la necessità di superare i modelli segreganti, dall’altro l’urgenza di dare risposte concrete a migliaia di...