Tumore seno. Ricostruzione con grasso autologo sicura ed efficace

Tumore seno. Ricostruzione con grasso autologo sicura ed efficace

Tumore seno. Ricostruzione con grasso autologo sicura ed efficace
La ricostruzione del seno con trapianto di grasso autologo, dopo mastectomia, non aumenta i tassi di recidiva del tumore. È la conclusione cui è giunto uno studio olandese pubblicato da Jama Surgery

(Reuters Health) – Il trapianto di grasso autologo per la ricostruzione mammaria dopo un tumore del seno non è associato a un aumento dei tassi di recidiva del cancro a cinque anni di follow-up. È quanto emerge da uno studio pubblicato su JAMA Surgery e guidato da Todor Krastev del Maastricht University Medical Centre, nei Paesi Bassi.

Lo studio. 
I ricercatori hanno preso in considerazione 287 donne con tumore della mammella che si erano sottoposte a ricostruzione mammaria e corrispondenti controlli per età, tipo di chirurgia per il cancro, invasività del tumore e stadio della malattia. Il follow-up medio per il gruppo di intervento è stato di 9,3 anni, compreso un periodo di osservazione di cinque anni dopo intervento di ricostruzione. I controlli, invece, sono stati seguiti per una media di 8,6 anni, con un periodo osservazionale corrispondente a 4,4 anni.

I risultati. 
Nel gruppo delle pazienti che si era sottoposto a ricostruzione mammaria, recidive localizzate si sono verificate in otto pazienti contro le 11 nel gruppo di controllo. Ulteriori analisi hanno evidenziato anche l’assenza di rischi maggiori con il trapianto rispetto a metastasi o mortalità dovuta a tumore del seno.

Secondo Krastev, nonostante gli incoraggianti risultati clinici del trapianto, l’uso diffuso di questa tecnica è stato ostacolato dal timore che posizionare cellule rigenerative dove prima c’era un tumore potesse aumentare il rischio di recidiva locale. “Il nostro studio è il primo a fornire informazioni a cinque anni di follow-up e dà prove cruciali che il trapianto non aumenta i tassi di recidive a lungo termine”, sottolinea il ricercatore olandese, “In ogni caso, anche se questa modalità di ricostruzione è efficace e sicura,prima di generalizzare i dati a tutte le pazienti con tumore bisognerebbe riprodurre i risultati dello studio in tutti i principali sottogruppi di pazienti e fino ad allora si dovrebbe evitare questo intervento nelle pazienti ad alto rischio di recidive”.

Fonte: JAMA Surgery

 
Marilynn Larkin
 

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)
 

Marilynn Larkin

19 Ottobre 2018

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