Fertilità. Al centro del Congresso italiano di riproduzione umana le proposte per promuovere la natalità

Fertilità. Al centro del Congresso italiano di riproduzione umana le proposte per promuovere la natalità

Fertilità. Al centro del Congresso italiano di riproduzione umana le proposte per promuovere la natalità
Appuntamento dal 15 al 17 novembre a Catania. Creare nel territorio un’efficiente rete della fertilità e della medicina della riproduzione è l’obiettivo della Siru: “Troppi ritardi si accumulano per ottenere una corretta diagnosi e una terapia adeguata, una volta che la coppia si sia resa conto che alla base dell'eventuale insuccesso possono esserci problemi di infertilità legati ai più vari fattori”, spiega Antonino Guglielmino, presidente della Siru.

L’Italia è il fanalino di coda per denatalità nel mondo. “Un problema noto da decenni che sta diventando una vera e propria emergenza, come dimostrano le recenti misure inserite nella proposta di manovra del governo e le dichiarazioni del Ministro della Salute Giulia Grillo”, commenta la Società Italiana della Riproduzione Umana (Siru) ricordando i dati, “tra i peggiori nel mondo”, relativi alla natalità nel nostro Paese.

Da qui, per la Siru, nasce “l’esigenza e il relativo impegno, da parte delle Istituzioni e delle diverse professionalità coinvolte nella riproduzione umana di preservare la salute riproduttiva della popolazione presente e futura, individuando i corretti stili di vita ed evitando i rischi ambientali; il dovere di informare che l'infertilità, ove accertata, non è uno status naturale ma una malattia, come ha già da molto tempo riconosciuto l'Oms”.

Cresce il bisogno di ottimizzare e ridurre al minimo il cosiddetto "time to pregnancy": il tempo cioè che trascorre dal momento in cui si decide di diventare genitori alla gravidanza.

Tutto questo va a costruire il concetto di “fertilità sostenibile” espresso dalla Società Italiana di Riproduzione Umana (Siru) e sarà argomento di discussione al Congresso nazionale Siru, in programma dal 15 al 17 novembre, a Catania.

“Troppi ritardi si accumulano per ottenere una corretta diagnosi e una terapia adeguata, una volta che la coppia si sia resa conto che alla base dell'eventuale insuccesso possono esserci problemi di infertilità legati ai più vari fattori”, dichiara Antonino Guglielmino, Presidente della SIRU e Responsabile Centro Unità di Medicina della Riproduzione di Catania, in una nota che annuncia il Congresso. “Si tratta – per Guglielmino – di un percorso diagnostico che spesso viene rinviato troppo a lungo, o affrontato dalla coppia in modo estemporaneo, senza essere opportunamente seguita e supportata sul piano sanitario”.

Da qui la missione che caratterizza la Siru fin dalla sua istituzione: creare nel territorio un’efficiente rete della fertilità e della medicina della riproduzione. E ciò al fine di “stabilire buone pratiche comuni da condividere e applicare, mettendo al servizio della coppia le diverse professionalità competenti: dal primo approccio con i medici di famiglia e consultoriali, agli specialisti, ginecologi, andrologi, biologici, senza trascurare la fondamentale assistenza psicologica e, se è il caso, giuridica”.

“L'apporto dei giuristi – spiega la Siru – si è rivelato ed è fondamentale sotto diversi aspetti, non solo per eliminare i divieti anticostituzionali presenti nella legge 40 (eterologa, diagnosi preimpianto, ecc.), ma per maturare più in generale percorsi rispettosi dei diritti della persona e di quello alla salute (anonimato dei donatori di gameti, consenso informato, embrioni abbandonati, ecc.). E ancora per formulare proposte atte ad uniformare sul territorio nazionale la normativa relativa alle prestazioni sanitarie inserite nei Lea, ma ancora di difficile esperibilità, con il conseguente perdurare della migrazione sanitaria”.
 
Uno degli scopi principali sarà quello di redigere linee guida clinico-scientifiche condivise con gli operatori del settore. Accanto alle linee guida saranno presentate le proposte di modifica delle norme che regolano la riproduzione assistita in Italia. “In questa visione e con tale impostazione, la rete della fertilità permetterebbe di ampliare sempre più i benefici e i beneficiari della medicina della riproduzione, la cui continua evoluzione e gli straordinari progressi aprono ogni giorno nuove frontiere”.

08 Novembre 2018

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