Sulla formazione medica non è tutto da buttare, anzi…

Sulla formazione medica non è tutto da buttare, anzi…

Sulla formazione medica non è tutto da buttare, anzi…

Gentile direttore,
uno dei Sistemi Sanitari migliori del mondo è il nostro, quello universalistico, ultimo baluardo del welfare per i cittadini ma bisogna sostenerlo con una programmazione puntuale e nel momento in cui si dovesse concedere più autonomia questa dovrebbe essere bilanciata con controlli rigorosi del Ministero sia sulla governance che sull’utilizzo delle risorse, ma anche nel sistema attuale c'è un grande lavoro da fare che riguarda la lotta alla corruzione, la lotta alle clientele e ai furbetti….ma mai accontentarsi di un palliativo perché non si sanno affrontare queste difficoltà…sarebbe morte certa, una morte amara per la nostra civiltà!
 
Le paure indotte nei cittadini e anche nei decisori da chi ha interesse alla svalutazione del nostro sistema sanitario non possono guidare le nostre scelte.
 
Quello per cui bisogna lavorare è la programmazione, l’organizzazione e la formazione questo è l’unico vero cambiamento che guarda al futuro: permettere a tutti i laureati in Medicina di accedere alla specializzazione in Italia e poi inserirsi nel mondo del lavoro con una offerta legata ai bisogni delle aziende e del territorio, con una valorizzazione della professione, con la riscoperta del guadagno che uno Stato può avere nella prevenzione e nella cura dei suoi cittadini e nella tutela della dignità dei sanitari!
 
Un periodo di passaggio e di transizione è necessario!
 
Nel frattempo che si vada a sistema con la programmazione puntuale è necessaria la formazione di chi è finito nell'imbuto formativo.
 
Come sappiamo di 10.000 medici che si laureano solo 7.000 entrano in specializzazione e nel corso Mmg, per gli altri che negli anni sono stati inseriti nel sistema senza specializzazione:
 
– Percorso di Specializzazione per i medici che già lavorano in pronto soccorso per adeguarli agli altri colleghi che si stanno formando;
– Percorso di Specializzazione per chi svolge il lavoro di Medico di famiglia per adeguarlo a chi si sta formando.
 
In questo modo si ottiene pari dignità transgenerazionale per tutti i sanitari!!!
 
Bisogna inoltre combattere le paure indotte:
– I medici pensionati che lavorano nei servizi ospedalieri:
è un desiderio di questi medici che non riuscendo più a garantire le 38/40 ore settimanali perché sono anziani e pensionati ma essendo ancora in salute mettono a disposizione qualche ora come libero professionisti in base alle loro possibilità e potenzialità residue e lo fanno da sempre!
 
– I giovani che fuggono. Nella mia esperienza di Specializzazione vera e non sulla carta in Italia, posso dire che dal primo anno sono stata in prima linea e sono stata sempre considerata un Medico e ho acquisito grazie all’accompagnamento dei miei tutor sempre più capacità, e ci sono molte specializzazioni che funzionano come la mia.
Quindi prendiamo esempio dalle scuole di specializzazioni formative e miglioriamo quelle che non lo sono, ci sono i criteri, applichiamoli e miglioriamoli….non tutto è da buttare…anzi!!
 
I giovani che vanno all’estero non desiderano lavorare come praticoni ma vogliono Formarsi e svolgere ricerche scientifiche per diventare top scientists e in futuro vorrei che restassero nel nostro paese!!
 
Gli stipendi inadeguati, nessun avanzamento di carriera né meritocrazia, questa è la realtà del mondo sanitario che fa fuggire giovani e meno giovani!!
 
Questa non è resistenza al cambiamento ma resilienza in attesa che qualcuno si scomodi ad affrontare con onestà intellettuale e con impegno questo tema!
 
Non vogliamo propaganda a buon mercato e non svendiamo in nome di una “fantomatica” urgenza la nostra sanità ai praticoni!!
 
On. Dott.ssa Fabiola Bologna
Deputato Movimento 5 Stelle
Commissione Affari Sociali-Sanità
Commissione Bicamerale per l’Infanzia e L’Adolescenza

07 Febbraio 2019

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