Medici di famiglia e prescrizione antidiabetici. Fimmg incontra Aifa: “Fumata grigia, ora tavolo allargato con pazienti, Ministero e Regioni”

Medici di famiglia e prescrizione antidiabetici. Fimmg incontra Aifa: “Fumata grigia, ora tavolo allargato con pazienti, Ministero e Regioni”

Medici di famiglia e prescrizione antidiabetici. Fimmg incontra Aifa: “Fumata grigia, ora tavolo allargato con pazienti, Ministero e Regioni”
Riunione interlocutoria ieri tra il sindacato e il Dg dell’Agenzia Li Bassi rispetto alla possibilità (oggi vietata) per i medici di base di poter prescrivere farmaci antidiabete. “Riteniamo ormai ingiustificabile un ritardo su tali decisioni, non più giustificate né sul piano scientifico che su quello economico”.

Si è tenuto ieri nella sede dell’Aifa un incontro tra la delegazione FIMMG e il Direttore Generale Luca Li Bassi. Ne dà notizia il sindacato in una nota in cui sottolinea come “l’incontro aveva come obiettivo quello di portare al direttore dell’Aifa la voce non solo dei medici di medicina generale, ma anche dei malati di diabete e degli specialisti preoccupati per il permanere del divieto, imposto dall’Aifa, di far prescrivere ai medici di famiglia farmaci ormai considerati in molti casi di prima scelta e sicuramente efficaci nel ridurre le complicanze della malattia diabetica e gli effetti collaterali dei farmaci prescrivibili dai medici di famiglia.
 
Questi “nuovi” farmaci, alcuni peraltro in via di scadenza brevettuale, al momento possono essere prescritti dai soli medici diabetologi creando disservizi nell’erogazione dell’assistenza allungando le liste d’attesa di molte settimane, a volte di mesi”.

“L’obiettivo di FIMMG era non solo di ridare vita al gruppo  di lavoro mmg-Aifa su temi riguardanti il trattamento di patologie di competenza delle cure primarie (oltre al diabete la BPCO-broncopneumopatia cronica istruttiva e il trattamento con i nuovi anticoagulanti orali), ma soprattutto la creazione di un tavolo di lavoro che coinvolgesse non solo medici di famiglia e specialisti ma anche anche i malati di diabete, il Ministero, le Regioni e l’Aifa stessa – sottolinea Fiorenzo Corti, vice segretario nazionale della FIMMG – . Siamo stati rassicurati dal direttore dell’interesse a percorrere questa via, ma riteniamo che il coinvolgimento di Ministero e Regioni dovrà essere sostenuto da una forte azione diretta della professione e dei malati. Sollecitiamo pertanto il Ministro Grillo a mettere in agenda questa tematica e a determinare al più presto un tavolo con le Regioni e la professione su tale tema, considerando l’andamento demografico della popolazione italiana e le difficoltà assistenziali della professione medica, in presenza della nota carenza di professionisti, procedendo con decisione alla rimozione di molti silos prescrittivi tra mmg e specialisti”.

Corti poi aggiunge: “Ci è stato riconfermato l’impegno di Aifa a portare a termine il lavoro proposto dal precedente direttore generale per permettere ai medici di famiglia, con un progetto pilota della durata di 18 mesi, la prescrizione per il momento dei soli antidiabetici orali appartenenti alla classe dei DPP4. L’applicazione del Piano Nazionale Cronicità attraverso il suo recepimento nella trattativa in corso per il rinnovo dell’Accordo Collettivo Nazionale per la medicina generale, necessita almeno di un primo segnale da parte delle istituzioni per un vero coinvolgimento della medicina di famiglia”.

“Abbiamo espresso una grande preoccupazione – conclude – per il possibile avvio di sperimentazioni locali, a livello regionale, che introdurrebbero differenze nel diritto di accesso alle cure di malati residenti nelle Regioni meno attive delegittimando, anche se solo in parte, l’autorevolezza di un’agenzia regolatoria che stimiamo e che vorremmo continuasse ad essere italiana. Fumata grigia dunque, in attesa di un incontro congiunto con tutti gli attori, medici, malati e istituzioni. Non possiamo più aspettare se veramente vogliamo mantenere il nostro SSN e come FIMMG riteniamo ormai ingiustificabile un ritardo su tali decisioni, non più giustificate né sul piano scientifico che su quello economico. Abbiamo a cuore la salute dei nostri assistiti di oggi e siamo preoccupati della salute di quelli di domani se non curati adeguatamente nel presente”.

19 Marzo 2019

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