Farmacie. Gizzi (Assofarm): “Convenzione e remunerazione, due facce della stessa medaglia”

Farmacie. Gizzi (Assofarm): “Convenzione e remunerazione, due facce della stessa medaglia”

Farmacie. Gizzi (Assofarm): “Convenzione e remunerazione, due facce della stessa medaglia”
Queste sono le fondamenta di una farmacia capace di rimanere al passo coi tempi e che sia veramente parte del Ssn. Auspichiamo buona volontà politica, elasticità e realismo al fine di sfruttare le potenzialità economiche e sanitarie della farmacia territoriale. In cambio, la farmacia dovrà rafforzare la propria volontà unitaria per il cambiamento. La mancanza di uno solo di questi requisiti, da uno solo dei due lati del confronto, potrebbe mettere seriamente a repentaglio il processo riformatore di questi ultimi mesi. 

Quest’anno la farmacia italiana andrà in vacanza dopo aver collezionato due importanti momenti. Nella seconda metà di luglio il riconvocato tavolo per il rinnovo della convenzione ha restituito segnali molto positivi per il futuro, e nei giorni in cui scriviamo sta per riunirsi, dopo anni di stallo, il tavolo per la riforma della remunerazione.
 
Sono due facce, convenzione e remunerazione, di quella che Assofarm considera da sempre un’unica medaglia: le fondamenta di una farmacia capace di rimanere al passo coi tempi e che sia veramente parte del Sistema Sanitario Nazionale. È giusto, quasi doveroso, essere ottimisti sui dibattiti avviati, senza però trascurare i rischi contingenti. Il primo di essi è la cronica instabilità politico-istituzionale del paese. La caduta dell’attuale governo, quale che sia il giudizio che ognuno può avere su di esso, riporterebbe al via ogni percorso iniziato. Il secondo risiede in una certa ambiguità di alcuni ambienti della farmacia italiana riguardo i modelli remunerativi su chi si basa il progetto di riforma.
 
Non è certo un segreto che parte dei farmacisti privati (non certo gli attuali vertici di Federfarma, da sempre a favore del cambiamento in questi termini) guardi con diffidenza il sistema misto di remunerazione fee-for-service, basato su una quota fissa e una quota percentuale sul prezzo del farmaco dispensato. Si tratta di un sistema probabilmente non perfetto, ma ormai diffusissimo nel resto d’Europa. Cosa, questa non secondaria, dal momento che il nostro paese potrà fare buon uso delle esperienze maturate altrove.

Esperienze che comunque hanno prodotto ovunque risultati più che accettabili, e che soprattutto al momento non ha rivali né dal punto di vista teorico né operativo. E infatti, chi oggi in Italia non manca occasione di criticarlo, non rilancia con alcuna proposta alternativa. Questa assenza di proposte alternative fa nascere il sospetto che ci sia ancora più di un farmacista che conta nell’irrealistico e irresponsabile tirare a campare nello status quo.
Non si tratta di opinioni, di visioni politiche sui rapporti regioni-farmaci. Siamo di fronte ad un solido trend di calo della spesa farmaceutica, la quale riverbera in maniera diretta sul fatturato della farmacia, senza però che essa abbia perso una sua ragion d’essere nel sistema salute italiano.
 
Valorizzare questa ragion d’essere, per Assofarm come ormai per la maggior parte degli altri attori del sistema, significa quindi ridisegnare le logiche remunerative in un rinnovato quadro di collaborazione tra farmacie e Regioni. In questo contesto dialettico, i punti che dovranno essere chiariti saranno senz’altro più d’uno. Un esempio su tutti è quello dei servizi, previsti da una legge di ormai dieci anni fa e mai attuati anche per via di standard insostenibili per la maggior parte delle farmacie. La nuova convenzione, e le sperimentazioni nelle prime nove regioni della Farmacia dei Servizi finanziata in tre anni con trentasei milioni di euro, saranno un interessante campo di prova su come rendere praticabili una serie di buone intuizioni che devono sono essere migliorate.

Auspichiamo insomma buona volontà politica, elasticità e realismo al fine di sfruttare le potenzialità economiche e sanitarie della farmacia territoriale. In cambio, la farmacia dovrà rafforzare la propria volontà unitaria per il cambiamento. La mancanza di uno solo di questi requisiti, da uno solo dei due lati del confronto, potrebbe mettere seriamente a repentaglio il processo riformatore di questi ultimi mesi. Senza che vi siano reali alternative.

Venanzio Gizzi
Presidente Assofarm
 
Fonte: Notiziario Assofarm n. 150

Venanzio Gizzi

05 Agosto 2019

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