Morte in culla. A Torino il 1° Congresso SIDS SUID Stillbirth “Conoscere per prevenire”

Morte in culla. A Torino il 1° Congresso SIDS SUID Stillbirth “Conoscere per prevenire”

Morte in culla. A Torino il 1° Congresso SIDS SUID Stillbirth “Conoscere per prevenire”
La morte in cullo è uno dei peggiori incubi dei neogenitori, responsabile del 25% dei decessi dei neonati tra 1 e 12 mesi. Il congresso è promosso dall’associazione SUID & SIDS Italia Onlus e dalla dottoressa Silvia Noce dell'ospedale Regina Margherita di Torino. L’obiettivo è mettere a confronto le esperienze internazionali per rendere consapevoli sull’importanza della ricerca scientifica e della prevenzione.

Venerdì 27 e sabato 28 settembre 2019, presso il Museo nazionale dell'Automobile di Torino, si terrà il 1° Congresso SIDS SUID Stillbirth – “Conoscere per prevenire”, organizzato dall’associazione SUID & SIDS Italia Onlus e dalla dottoressa Silvia Noce dell'ospedale Regina Margherita di Torino.  Si tratta di un congresso desiderato dalle famiglie vittime delle morti improvvise e inaspettate, tra cui la Sudden infant Death Syndrome (Morte improvvisa del lattante), che mette a confronto le esperienze internazionali con lo scopo di fornire importanti strumenti per sensibilizzare e rendere consapevoli sull’importanza della ricerca scientifica  e della prevenzione in questi ambiti.

“L’acronimo SUID (o SUDI), dall’inglese “Sudden and Unexpected Infant Death” (Morte improvvisa ed inaspettata del lattante), viene utilizzato per indicare tutte le morti improvvise ed inaspettate da 1 a 12 mesi di età indipendentemente dalla causa. I casi di S.U.I.D. che restano privi di spiegazione possono essere classificati come S.I.D.S.. Quindi la S.I.D.S. è una delle cause di S.U.I.D., essendo responsabile di circa l’80% delle morti improvvise ed inaspettate”, spiega l’associazione. Il restante 20% dei casi viene riferito ad una causa certa.

La S.I.D.S., dall’acronimo inglese Sudden Infant Death Syndrom (Sindrome della morte improvvisa del lattante) è definita come “la morte improvvisa ed inaspettata di un bambino di età inferiore a 12 mesi che si verifica durante il sonno e che resta priva di spiegazione dopo un’attenta analisi del caso che comprende l’effettuazione di un’autopsia completa, la revisione delle circostanze del decesso e la valutazione della storia clinica della vittima”. Più che di una malattia, si tratta di un tragico evento, epilogo inaspettato di un fenomeno ancora in parte sconosciuto che insorge improvvisamente in un bambino sano.

Un’altra caratteristica distintiva della S.I.D.S., evidenzia l’associazione, è la sua predominanza nel sesso maschile, che presenta un rischio superiore del 30 – 50% rispetto a quello femminile.

“La morte sopraggiunge verosimilmente nel sonno in circa l’86% dei casi ed è per questo motivo che la S.I.D.S. rientra nella classificazione internazionale dei disturbi del sonno che sono di pertinenza della medicina del sonno e della tecnologia strumentale di cui essa dispone, gli accertamenti diagnostici ed i presidi preventivi mirati ad individuare e proteggere i soggetti a rischio”.

L’associazione SUID & SIDS Italia Onlus, un’associazione di carattere nazionale,  fondata a Torino nel 2016 da famiglie che hanno perso il loro figlio a causa di questi eventi, vede al suo fianco, nella natura multidisciplinare di questi decessi,   esperti internazionali ed i tre Centri SIDS italiani, quello piemontese rappresentato dalla dottoressa Silvia Noce dell'ospedale Regina Margherita della Città della Salute di Torino e Direttore Scientifico del congresso e successore dell’esperto nel campo dottor Alessandro Vigo; quello lombardo rappresentato dalla dottoressa Luana Nosetti e quello siciliano rappresentato dal dottor Raffaele Pomo.

La mission dell’Associazione mira a ridurre la mortalità su questi eventi improvvisi ed inattesi, di cui parte potrebbe essere resa anche evitabile. “Nonostante i notevoli progressi, realizzati nella mortalità infantile nel primo anno di vita, soprattutto nell’ambito della S.I.D.S. ancora molto c’è da fare: la S.I.D.S. rimane responsabile del 25% dei decessi tra 1 e 12 mesi, rappresentando tutt’oggi la principale causa di morte nel primo anno di vita, escluso il periodo neonatale”.

25 Settembre 2019

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