Sumai incontra Speranza. Magi: “Un interlocutore attento e interessato alle nostre proposte”

Sumai incontra Speranza. Magi: “Un interlocutore attento e interessato alle nostre proposte”

Sumai incontra Speranza. Magi: “Un interlocutore attento e interessato alle nostre proposte”
Queste le proposte presentate dagli specialisti ambulatoriali al ministro della Salute: possibilità di aumentare la quota oraria settimanale lavorata fino ad un massimo di 38 ore; superare il criterio dell'incompatibilità che vuole che chi lavora per il Ssn a diretta gestione delle Asl non possa lavorare anche nel privato accreditato; attenzione all'odontoiatria sociale; ed un modello di gestione delle “acuzie semplici” e delle “cronicità” composta da varie professionalità.

Si è svolto questa mattina un incontro tra la delegazione del Sumai Assoprof composta dal segretario Antonio Magi, dal Presidente Giuseppe Nielfi e Pio Attanasi, Responsabile Settore Convenzioni, e il ministro della Salute, Roberto Speranza. Sul tavolo gli specialisti ambulatoriali hanno messo quattro proposte secche in grado, se attuate nel concreto, di migliorare la medicina del territorio e dunque a cascata la qualità dell’assistenza ai pazienti, in particolare i cronici.
 
In sintesi: dare la possibilità, agli specialisti ambulatoriali che ne fanno richiesta, anche per attività mirate alla prossimità dell’assistenza specialistica, di aumentare la quota oraria settimanale lavorata fino ad un massimo di 38 ore come previsto dall'Acn vigente. Ora la media è di 23 ore lavorate; superare l'anacronistico criterio dell'incompatibilità che vuole che chi lavora per il Ssn a diretta gestione delle Asl non può lavorare anche nel privato accreditato, riducendo dunque l’offerta specialistica; attenzione all'odontoiatria sociale tramite un provvedimento che “liberi” per così dire, gli odontoiatri dall’obbligo di specializzazione post laurea. Altrimenti il rischio è che sparisca definitivamente l’odontoiatria pubblica, in particolare quella sociale e che ancora una volta ne paghino le conseguenze i cittadini più indigenti, ovvero coloro i quali invece hanno maggior bisogno delle cure del Ssn.
 
E infine l'equipe territoriale, ovvero quel modello di gestione delle “acuzie semplici” e delle “cronicità” composta da varie professionalità: Mmg, Pls, specialisti ambulatoriali, infermieri e professioni sanitarie tutte. L’equipe vedrebbe coinvolte tutte queste figure, ognuna secondo le proprie specifiche competenze, anche presso gli studi dei Mmg e dei Pls e a domicilio del paziente, in un lavoro condiviso in grado di tutelare realmente la salute dei cittadini.
 
"Abbiamo illustrato queste proposte al ministro Speranza – ha riferito Magi – convinti che possano dare un impulso positivo al Territorio e al Ssn. Abbiamo spiegato al ministro che nel territorio risiede la risposta di salute e devo dire che Speranza si è dimostrato attento e interessato dalle nostre  idee. In particolare si è soffermato su quella che noi del Sumai consideriamo l'uovo di Colombo in grado di ridurre le liste d'attesa. Ovvero la possibilità, per lo specialista che ne fa richiesta, di aumentare la media di ore settimanali finalizzate alla maggiore offerta specialistica sempre più vicina al cittadino, come previsto dall’Acn. È evidente che aumentando le ore aumentano le prestazioni offerte e quindi diminuiscono le liste d’attesa”.
 
“Il ministro Speranza – ha aggiunto Magi – ha inoltre colto l'importanza del superamento del criterio dell'incompatibilità che non permette oggi agli specialisti che lavorano part time nelle strutture private accreditate, oggi inserite a pieno titolo come appartenenti alla sanità pubblica, di operare anche all’interno del SSN a diretta gestione e viceversa.  Questo principio rende decisamente poco attraente il Sistema sanitario agli occhi di un giovane medico specialista ambulatoriale il quale, con un incarico poniamo di sole 5 ore settimanali nel Ssn, non può lavorare anche nel privato accreditato per le rimanenti 33 ore settimanali nonostante la sua retribuzione mensile lorda (relativa a 5 ore settimanali) sia di appena 633 euro. Cifra che evidentemente non gli permette di vivere dignitosamente e di programmarsi un futuro considerato che all’estero gli offrono somme decisamente ben più consistenti”.
 
Questa proposta, aggiunge Magi è “importante perché qualora il criterio venisse rimodulato come ipotizzato dal Ministro stesso potrebbe favorire i giovani e dunque invertire il trend di fuga causa scarsa attrattività dal Ssn”.
Al termine dell'incontro Speranza si è detto fiducioso per una comune e fattiva collaborazione ipotizzando ulteriori occasioni di confronto sulla proposte del SUMAI Assoprof che non ha esitato a definire "interessanti".

05 Novembre 2019

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