Contratto sanità privata. Carnevali (PD): “Rinnovo improcrastinabile”

Contratto sanità privata. Carnevali (PD): “Rinnovo improcrastinabile”

Contratto sanità privata. Carnevali (PD): “Rinnovo improcrastinabile”
La deputata Dem interviene sulla questione dopo l’interruzione delle trattative. A questo punto ricomporre la rottura tra le parti è un impegno improcrastinabile. Anzitutto perché è necessario riconoscere il valore del capitale umano, delle competenze che permettono al sistema pubblico della salute, in questo caso alle aziende sanitarie private accreditate, di garantire prestazioni di qualità ai cittadini e di incidere su benessere e salute”.

“Dopo 13 anni non si può più procrastinare il rinnovo del contratto per i lavoratori e lavoratrici della sanità privata – dichiara l'On. Elena Carnevali, capogruppo PD in Commissione Affari Sociali alla Camera – Venerdì scorso c’è stata la manifestazione a Roma di CIMOP, il sindacato medico, e ieri i sindacati CGIL, CISL e UIL hanno interrotto le relazioni con le associazioni Aiop e Aris per qualche affermazione di troppo. A questo punto ricomporre la rottura tra le parti è un impegno improcrastinabile. Anzitutto perché è necessario riconoscere il valore del capitale umano, delle competenze che permettono al sistema pubblico della salute, in questo caso alle aziende sanitarie private accreditate, di garantire prestazioni di qualità ai cittadini e di incidere su benessere e salute”.

“Anche se lo Stato ed il Ministero della Salute non hanno una diretta competenza in merito – prosegue -, con la Legge di Bilancio 2020 è stato rivisto il vincolo del Decreto Balduzzi, una norma che permette di aumentare il volume delle prestazioni per un totale di circa 150 milioni di euro aggiuntivi. Una forma di “compensazione” che consente di recuperare la riduzione avvenuta negli anni. È un sostegno dello Stato funzionale alla riduzione delle liste di attesa ed al rinnovo del contratto, in particolare quello del “comparto” che era in fase avanzata e che si è bruscamente interrotto”. 
“Sebbene sia vero – conclude – che adesso le Regioni devono trovare le modalità applicative, non possiamo eludere che la norma sia legge e che la crescita del volume di attività sia reale. Per questo serve un supplemento di volontà per raggiungere l’obbiettivo di dare un degno riconoscimento al lavoro degli operatori nella sanità privata, chiudere la partita del contratto e ristabilire le relazioni sindacali utili per la partita più impegnativa: quella del rinnovo del contratto dei medici. Buttare a mare questa occasione sarebbe davvero un errore”.
 

28 Gennaio 2020

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