Contratto sanità privata. All’on. Carnevali “sfuggono” due cose

Contratto sanità privata. All’on. Carnevali “sfuggono” due cose

Contratto sanità privata. All’on. Carnevali “sfuggono” due cose

Gentile Direttore,
abbiamo letto un intervento dell’onorevole Elena Carnevali, membro della Commissione Affari Sociali alla Camera, a commento della sopravvenuta interruzione delle trattative per il rinnovo del ccnl della sanità privata. Ha definito “Improcrastinabile” il rinnovo del ccnl del comparto sanità privata perché “è necessario riconoscere – ha dichiarato – il valore del capitale umano, delle competenze che permettono al sistema pubblico della salute, in questo caso alle aziende sanitarie private accreditate, di garantire prestazioni di qualità ai cittadini e di incidere su benessere e salute”. Sin qui, come ARIS, non possiamo che essere non solo concordi con l’onorevole, ma anche grati per il riconoscimento della qualificazione e della professionalità delle nostre strutture al servizio della salute pubblica. 
 
Qualche perplessità sorge sul prosieguo delle sue dichiarazioni, soprattutto laddove ricorda che “ormai le norme sono diventate legge” e che la finanziaria del 2020 “permette di aumentare il volume delle prestazioni per un totale di 150 milioni di euro aggiuntivi”. “Una forma di compensazione – ha aggiunto – che consente di recuperare la riduzione avvenuta negli anni (a causa dei tagli imposti, ndr). E’ un sostegno dello Stato funzionale alla riduzione delle liste di attesa ed al rinnovo del contratto”.   
All’onorevole Carnevali sfuggono due “piccolissimi“ particolari:  giustissimo il richiamo al fatto che a questo punto la norma sia ormai legge; ma se è legge lo è per tutti, anche per quelle Regioni che nicchiano o dicono di non avere fondi da destinare al rinnovo del contratto in questione, come invece stabilito da quelle norme divenute legge.
 
Secondo particolare: l’on Carnevali ha sostenuto che “la crescita del volume di attività (strada attraverso la quale autofinanziare quel 50% di contributo “pubblico” per il rinnovo del ccnl) è ormai realtà.  Sarà pure realtà, ma l’onorevole dimentica che si tratta di prestazioni rese al servizio pubblico, che hanno comunque per le strutture dei costi, e che alla fine dei conti vanno a lenire la ferita incancrenita delle liste d’attesa, che affligge da anni e anni la sanità italiana, dando certamente un contributo irrinunciabile alla gestione della salute dei cittadini, per ammissione della stessa onorevole Carnevali. Come è per sua stessa ammissione il riconoscimento, o meglio la pretesa, che la concessione di aumentare il volume delle prestazioni (con i piccoli particolari di cui sopra) non solo dovrebbe servire a coprire i costi del rinnovo del ccnl, ma dovrebbe anche compensare le perdite subite nel corso degli anni a causa dei tagli imposti alle strutture. Sic!
 
Forse non c’è troppa chiarezza intorno a questa situazione. E ci limitiamo a questo. Noi, come spesso accaduto in passato, siamo pronti ad incontrare chiunque possa in qualche modo aiutare a sciogliere serenamente i nodi, convinti che sia sempre meglio comporre che sfasciare.  Anche, e a maggior ragione, l’on Elena Carnevali. Siamo pronti anche a fare sacrifici, ma non disponibili ad assumerci responsabilità che non sono nostre, e che invece appartengo a istituzioni pubbliche, siano esse statali o regionali.
 
Mauro Mattiacci
Direttore Generale Aris

29 Gennaio 2020

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