L’8 marzo non può essere ancora un giorno come tutti gli altri!

L’8 marzo non può essere ancora un giorno come tutti gli altri!

L’8 marzo non può essere ancora un giorno come tutti gli altri!

Gentile Direttore,
ritengo utile e necessario intervenire su quanto su quanto dichiarato da Biagio Papotto, segretario generale Cisl Medici nel post: 8 marzo. Un giorno come tutti gli altri. Non è questione di irriverenza e non deve essere un desiderio. La conclusione del processo compiuto di emancipazione e di liberazione sostanziali della donna è una questione di Democrazia, di Giustizia sociale e di Diritti umani. Se questo fatto storico ineludibile per lo sviluppo umano non giunge a termine l' 8 marzo è e sarà sempre di più necessario e indispensabile.
 
Sono ancora e sempre più attuali questioni di genere -sfavorevoli alle donne, anche alle donne medico- che non hanno trovato soluzione e questo accade maggiormente nei luoghi di lavoro:
– divari di genere: salariali e pensionistici basati su discriminazioni; 
– varie forme di conciliazioni ingannevoli; 
– una monopolizzazione del potere saldamente in mano maschile che, tra pressioni e molestie, riduce la leadership femminile; 

– scarsi investimenti per consolidare il principio giuridico e la cultura delle Pari opportunità; 
– una contrattazione di genere che non si afferma. 
 
Oggi vediamo il valore di tutti i lavoratori e le lavoratrici della sanità ma fino a ieri era prevalente il dibattito intorno alla legge contro la violenza sugli operatori e operatrici sanitarie, più frequente contro le donne.
 
Proprio in questo momento siamo chiamati tutti e tutte a vigilare affinché condizioni di emergenza non intacchino i diritti di tutti. Per le donne si tratta di difendere e portare a termine i processi sostanziali di emancipazione e liberazione. Che non accada, ancora una volta nella Storia, di trovarsi immersi in una emancipazione mancata!

Per gli anziani e le anziane, finita l' emergenza, si tratta di re-iniziare a lottare contro i danni attuali portati loro da un dibattito pubblico, comune a stampa e politica, ambivalente con tendenza a relegarli in solitudine o categorizzarli come le vittime “predestinate” del coronavirus: un teorema cinico e materialistico sviluppato per fini consolatori, propagandistici e utilitaristici ma molto pericoloso!


 


Per tutto questo l' 8 marzo non può essere ancora un giorno come tutti gli altri! 
 
Lorenza Cervellin
Esperta di Politiche di Pari opportunità e cittadinanza di genere

09 Marzo 2020

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