Bioetica. Mons. Pompili: “Scienza e vita non possono prescindere dalla comunicazione”

Bioetica. Mons. Pompili: “Scienza e vita non possono prescindere dalla comunicazione”

Bioetica. Mons. Pompili: “Scienza e vita non possono prescindere dalla comunicazione”
Ne è convinto il Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Cei, che con la sua lectio magistrali ha aperto il Convegno nazionale di Scienza e Vita dedicato alla comunicazione. Una due giorni per riflettere sul modo e le tecniche attraverso cui i media comunicano la scienza e la vita. 

“Il nodo che lega la scienza alla vita è uno dei più delicati”. È con questa riflessione che Monsignor Domenico Pompili, Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Cei, ha aperto con la sua lectio magistrali il IX Convegno nazionale e XI Incontro delle Associazioni locali dell’Associazione Scienza & Vita, dal titolo “Comunicare Scienza. Comunicare Vita”, in corso di svolgimento a Roma.
 

Una due giorni, 4 e 5 maggio, all’insegna della comunicazione e della scienza il cui obiettivo è il confronto su saperi e competenze, sviluppando in questo modo l’occasione per offrire una riflessione di alto profilo sulle modalità e le tecniche attraverso cui i media comunicano i temi della scienza e della vita, senza trascurarne gli aspetti interrogativi di riferimento.
 
Nel corso della sua riflessione Monsignor Domenico Pompili ricorda come il nodo che lega la scienza alla vita sia diventato “cruciale a causa delle accresciute potenzialità della scienza, capace di soccorrere l’uomo e di facilitarne l’azione, ma anche di distruggerlo o di annichilirne le istanze più profonde. Il potere della scienza è uno dei temi più presenti nel dibattito culturale contemporaneo, e costituisce, in un mondo secolarizzato, ormai una delle poche certezze universalmente condivise”.
 
Monsignor Pompili in un suo passaggio ha sottolineato come “la comunicazione, d’altra parte, non è semplicemente uno dei tanti ambiti della nostra vita quotidiana, ma costituisce ormai il nostro ambiente esistenziale. La scienza e la vita non possono quindi prescindere in alcun modo dalla comunicazione”.
 
 
La lectio magistrali di Monsignor Pompili si è articolata in tre passaggi. Nel primo si riconosce come il “punto di partenza è una ricostruzione critica del ruolo che scienza e tecnica hanno assunto nella cultura contemporanea. Sempre più tentate di autoreferenzialità, esse sono portate a prescindere da qualsiasi ordine di riferimenti esterno a quello della fattibilità, diventando mero tecnicismo. Dovremo riflettere anche sulle mutazioni antropologiche che uno scientismo illimitato ha prodotto e rischia di produrre nella nostra società, con effetti di paradossale espropriazione tanto della libertà quanto dell’umanità stessa dell’essere umano”.
           
Nel secondo passaggio Monsignor Pompili ha affrontato più da vicino la questione della comunicazione “che nel nostro mondo riveste un ruolo e un’importanza crescenti, perché non si riduce a semplice trasmissione di contenuti, ma costituisce l'ambiente entro il quale noi comprendiamo, agiamo, ci mettiamo in relazione. E anche se l'ambiente non ci determina mai completamente, è anche vero che non possiamo mai prescindere completamente dalla sua influenza, specie quando non siamo pienamente consapevoli delle sue caratteristiche.
Per questo è sempre più urgente conoscere le sue dinamiche fondamentali, in modo da abitare questo nuovo ‘contesto esistenziale’, senza pregiudizi ma pure senza ingenuità. E per questo dovremo considerare le difficoltà ‘ambientali’, che falsano la percezione della scienza e della vita e il loro reciproco rapporto”.
 
Nell’ultima parte della sua lectio magistrali il portavoce dei Vescovi si è chiesto “in che modo la comunicazione possa oggi essere messa a servizio di una maggiore tutela della vita e contribuire a fare sì che la scienza sempre più si orienti al riconoscimento e alla promozione della dignità di ogni persona”. L’invito giunto da Monsignor Pompili è che “dobbiamo renderci conto della necessità di individuare linguaggi più adeguati, che superino l’atrofia affettiva e l’incapacità di riflettere, rendendo meno efficace la comunicazione della scienza e della vita”.
 
 
infine le conclusioni. Per il portavoce della Cei dunque “la comunicazione è sempre un mix di razionalità e di emotività, di logos e di pathos e non bisogna farsi bloccare da false alternative. Infatti nessun sapere autenticamente umano è mai asettico, neutrale, anaffettivo. E quando, lo diventa, l’essere umano risulta capace di autentiche atrocità”. 

04 Maggio 2012

© Riproduzione riservata

Tragedia in Bosnia. Fnomceo: “Il cordoglio dei medici e degli odontoiatri italiani. Vicini alle famiglie e ai feriti”
Tragedia in Bosnia. Fnomceo: “Il cordoglio dei medici e degli odontoiatri italiani. Vicini alle famiglie e ai feriti”

La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri manifesta cordoglio per la morte di Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci, appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce...

Influenza. Riparte la campagna di prevenzione Sip “Copriamoli bene”
Influenza. Riparte la campagna di prevenzione Sip “Copriamoli bene”

Ogni anno in Italia circa 15 milioni di persone si ammalano di influenza. I bambini in età prescolare e scolare sono tra i più colpiti, con un rischio di contrarre...

Farmaci illegali e trattamenti estetici abusivi: scoperto falso medico, nel mirino oltre cento interventi
Farmaci illegali e trattamenti estetici abusivi: scoperto falso medico, nel mirino oltre cento interventi

La scoperta di venti fiale di un farmaco, dichiarate “cosmetici” per eludere i controlli doganali, hanno portato al sequestro di uno studio abusivo per trattamenti estetici nella provincia di Verona...

Hiv. In Italia 15mila persone convivono con il virus senza saperlo. Sei diagnosi su dieci arrivano troppo tardi. Il costo sfiora un miliardo l’anno
Hiv. In Italia 15mila persone convivono con il virus senza saperlo. Sei diagnosi su dieci arrivano troppo tardi. Il costo sfiora un miliardo l’anno

In Italia circa 15mila persone vivono con l’Hiv senza saperlo, sei nuove diagnosi su dieci arrivano quando il sistema immunitario è già compromesso e il costo complessivo dell’infezione per il...