Coronavirus. I dubbi dell’Anaao Marche sull’ospedale di Civitanova: “Siamo sicuri che serva?”

Coronavirus. I dubbi dell’Anaao Marche sull’ospedale di Civitanova: “Siamo sicuri che serva?”

Coronavirus. I dubbi dell’Anaao Marche sull’ospedale di Civitanova: “Siamo sicuri che serva?”
Il sindacato si chiede se sia stato considerato che “la disponibilità effettiva della struttura di Civitanova avverrà ben dopo il picco pandemico”. E osserva come, in ogni caso, il progetto richiederebbe, per 100 posti tra terapia intensiva e sub intensiva, “una dotazione di personale H24 straordinaria e valutabile in alcune centinaia di unità tra medici, infermieri e altro personale. Dove reperiremo tale personale? E in periodi di contagio zero come quello previsto per l’estate, dovremmo lasciare la struttura vuota e il personale a braccia conserte?”, osserva il segretario Oriano Mercante.

“Perché non è stata rispettata la Delibera di Giunta Regionale 320/20 per la gestione dell’emergenza epidemiologica che ha distinto nettamente gli ospedali Covid da quelli NoCovid? Come è stato conteggiato il presunto fabbisogno di 100 posti nella nuova struttura di Civitanova? Siamo certi che riattivare sul territorio regionale strutture ospedaliere non utilizzate perché dismesse, non avrebbe costi minori di creare ex novo una struttura che, se nella realizzazione è finanziata con fondi privati poi dovrebbe essere gestita da personale che sarebbe a carico del SSN e che oggi per altro non abbiamo in organico?”. Sono ancora delle domande che si è posto il consiglio regionale di Anaao Assomed Marche riunito in videoconferenza.
 
“Nella riflessione che abbiamo affrontato – spiega il segretario regionale Oriano Mercante in una nota – abbiamo utilizzato la nostra esperienza di medici e dirigenti sanitari che ben conoscono la realtà della sanità pubblica regionale e hanno fatto i conti con l’emergenza della pandemia”.
 
Il sindacato si chiede, dunque, se sia stato considerato che "la disponibilità effettiva della struttura di Civitanova avverrà ben dopo il picco pandemico?”.
 
Inoltre, osserva Mercante, “il progetto del nuovo ospedale di Civitanova con 100 posti tra terapia intensiva e sub intensiva richiederebbe una dotazione di personale H24 straordinaria e valutabile in alcune centinaia di unità tra medici, infermieri e altro personale. Dove reperiremo tale personale? E in periodi di contagio zero come quello previsto per l’estate, dovremmo lasciare la struttura vuota e il personale a braccia conserte?”.
 
Per il sindacato dei medici e dirigenti sanitari riattivare strutture non utilizzate significherebbe poterle riconvertire ad altri usi (lungo degenza, medicina per epidemie di normale influenza ecc.) nei momenti in cui non c’è emergenza Covid e quindi a disposizione della comunità regionale 365 giorni l’anno. Ma “nelle Marche – ammonisce Mercante – si è voluto replicare il progetto dell’ospedale alla Fiera di Milano, decisione che, come ha sottolineato anche il dott. Maffei, ex direttore dell’Inrca di Ancona, è una scelta che le altre regioni come Veneto, Emilia-Romagna, Lazio, Campania non hanno seguito. La giunta regionale delle Marche se n’è chiesta i motivi?”.

21 Aprile 2020

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