Consulcesi: “Bene Ddl, ma ora a lavoro sulla costruzione di una nuova cultura antiviolenza”
Il testo, approvato all’unanimità, prevede pene più severe fino a 16 anni di reclusione e multe fino a 5mila euro per gli aggressori. Inoltre, è stato introdotto un Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, con compiti di monitoraggio e di ricerca. La legge istituisce anche la “Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari”, volta a sensibilizzare la cittadinanza a una cultura che condanni ogni forma di violenza.
“La cura del fenomeno di violenza viene messo in atto dal Ddl a tutela dei camici bianchi, – prosegue Tortorella – ma ora bisogna lavorare per costruire una cultura di rispetto reciproco. L’istituzione della Giornata Nazionale è un primo passo in tale senso, ma bisogna formare e informare operatori e cittadini”.
Gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari costituiscono eventi sentinella che richiedono la messa in atto di opportune iniziative di prevenzione e protezione. La comunicazione è la prima forma di prevenzione. É bene precisare che gli incidenti violenti non sono degli eventi inevitabili ma è possibile e doveroso prevederli e prevenirli. Il miglior antidoto per stemperare le tensioni e recuperare il rapporto fiduciario tra medico e paziente, è senza dubbio un solido percorso formativo. “Il 10% dei nostri corsi di formazione rivolta ai medici è dedicato al miglioramento del rapporto medico paziente attraverso l’acquisizione di strumenti di comunicazione efficace per superare conflitti e criticità che possono generarsi dalla pratica della professione medico sanitaria” aggiunge Tortorella.
Tra le novità di questo 2020 il corso per difendersi dalle aggressioni nei luoghi di lavoro.
21 Maggio 2020
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