Cura Italia. Intersindacale Calabria: “Per le risorse aggiuntive ancora nessuna convocazione da parte della Regione”

Cura Italia. Intersindacale Calabria: “Per le risorse aggiuntive ancora nessuna convocazione da parte della Regione”

Cura Italia. Intersindacale Calabria: “Per le risorse aggiuntive ancora nessuna convocazione da parte della Regione”
Il Decreto ha incrementato le risorse destinate ai fondi contrattuali della Dirigenza Sanitaria e del Comparto. Per gli operatori sanitari della Calabria, la cifra stanziata dal Governo a questo scopo, è pari a 7.993.950 euro. "Molte sono le regioni che hanno avviato e concluso il confronto con le parti sociali. Molte sono ancora in fase di trattativa. Alcune invece sono ferme al palo. E la regione Calabria è naturalmente tra queste". Così in una nota congiunta Aaroi Emac, Anaao Assomed, Anpo, Cgil Medici, Cisl Medici, Fassid e Fvm.

Il Decreto Cura Italia recentemente convertito in legge dal Parlamento ha incrementato le risorse destinate ai fondi contrattuali della Dirigenza Sanitaria e del Comparto. Per gli operatori sanitari della Calabria, la cifra stanziata dal Governo a questo scopo, è pari a 7.993.950 euro.
 
"Non specifica, la norma, in che modo debbano essere ripartite le quote né come debbano essere individuati i destinatari delle stesse. Il Governo ha lasciato all’autonomia negoziale delle regioni la facoltà di farlo.  Molte sono le regioni che hanno avviato e concluso il confronto con le parti sociali. Molte sono ancora in fase di trattativa. Alcune invece, evidentemente convinte che gli enormi sacrifici psico fisici ed anche economici di medici, infermieri ed Oss possano essere semplicemente compensati con una pacca sulla spalla e l’appellativo di eroe, nonostante le gratifiche stanziate siano già la, pronte, sono ferme al palo. In attesa di non si sa esattamente cosa. E la regione Calabria è naturalmente tra queste".
 
Questa la denuncia dell'Intersindacale della Calabria, in una nota firmata congiuntamente da Domenico Minniti (Aaroi Emac), Filippo Maria Larussa (Anaao Assomed), Giuseppe Poeta (Anpo), Francesco Masotti (Cgil Medici), Nino Accorinti (Cisl Medici), Aròdio Lombardo (Fassid) e Gianluca Grandinetti (Fvm).
 
"Non avremmo certo preteso (ma ad onor del vero ce lo saremmo anche aspettato) che, in linea con quanto deliberato da altre regioni maggiormente attente nel valorizzare le proprie risorse umane, anche la Calabria integrasse con proprie risorse l’incremento dei fondi del Governo destinati al disagio dei lavoratori esposti al rischio biologico.  Ma almeno la dovuta convocazione delle parti sociali per avviare il confronto, beh, questo sì. Ed invece, ancora…", prosegue la nota.
 
"Brillano, naturalmente si fa per dire, per la scarsa intelligenza relazionale sia la Struttura Commissariale sia il Dipartimento Tutela della Salute. Nonostante i solleciti delle scriventi Organizzazioni Sindacali su argomenti delicati quali la sicurezza dei lavoratori del Servizio Sanitario regionale correlata al Covid-19, o su materie oggetto di Confronto Regionale ex art. 6 comma 1 lettera “h” del vigente Contratto Collettivo Nazionale di lavoro Area Sanità, quale la modalità di ripartizione delle quote di cui al Dl 18/2020, nessun cenno di riscontro alle stesse è pervenuto. E sì che dalle richieste ufficiali sono trascorsi quasi due mesi. Manca  evidentemente quel minimo di garbo istituzionale dovuto alle relazioni sindacali, incipit queste ultime di tutti i Ccnl fin qui scritti che la parte pubblica, in Calabria, o non ben conosce o si ostina ad ignorare".
 
"Abbiamo atteso pazientemente che scemasse l’emergenza Covid-19 per ribadire la nostra offerta di collaborazione, tanto alla Struttura Commissariale quanto al Dipartimento Tutela della Salute. Un’offerta finalizzata al miglioramento della qualità del Servizio Sanitario, delle condizioni di lavoro e della sicurezza dei Dirigenti dell’Area Sanità della Calabria. Massima disponibilità, la nostra. Ma anche la pretesa del rispetto, da ambo le parti, dei diritti e dei doveri negoziali. Sappia perciò la parte pubblica che l’assenza di ulteriori riscontri porterà presto a far sentire in ben altre sedi, oltre quelle mediatiche, la voce delle scriventi Organizzazioni Sindacali di categoria", conclude l'Intersindacale. 

28 Maggio 2020

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