Covid-19: la neuroriabilitazione non può attendere

Covid-19: la neuroriabilitazione non può attendere

Covid-19: la neuroriabilitazione non può attendere

Gentile Direttore,
l’emergenza Covid-19 ha mutato in maniera radicale l’assistenza sanitaria nel nostro paese, impattando su tutte le specialità mediche e, tra queste, in particolare sui percorsi di neurologia. Come emerso da diversi studi scientifici tra cui “The Baffling Case of Ischemic Stroke Disappearance from the Casualty Department in the COVID-19 Era.”, recentemente pubblicato sulla rivista European Neurology (Morelli N. et al.), la pressione del Covid-19 sul Servizio Sanitario Nazionale italiano ha prodotto una riduzione degli accessi per ictus ai reparti di terapia intensiva, come le Unità di Terapia Neurovascolare, tra il 45 e il 50%.
 
Questa contrazione, come rilevato in Italia dalla Società Italiana di Neurologia, e in Europa dall’European Accademy of Neurology, è dovuta principalmente all’utilizzo di questi reparti di terapia intensiva in unità per la cura di pazienti con complicanze respiratorie dovute al virus.
 
La riduzione dei posti letto dedicati alle Unità di Terapia Neurovascolare, ha prodotto una riduzione dell’assistenza ai pazienti, come segnalato dall’Associazione per la Lotta all'Ictus Cerebrale (ALICe), che evidenzia quanto sia importante tornare il più presto possibile ai livelli di assistenza pre-crisi e pianificare un incremento degli accessi, per assistere gli oltre 150mila pazienti annui colpiti da ictus cerebrale. . Parallelamente, le gravi difficoltà riscontrate nell’assistenza ospedaliera hanno dimostrato le ripercussioni degli ostacoli nell'accesso ai reparti di neuroriabilitazione.
 
All’interno dei percorsi di neurologia, i reparti di neuroriabilitazione ospedaliera di alta specializzazione hanno invece continuato, anche durante l’emergenza, ad assistere regolarmente i pazienti, contribuendo a migliorare la loro l’autonomia. Hanno inoltre contribuito attivamente a ridurre la pressione sulle terapie intensive. Entrambi questi elementi evidenziano la necessità di una verifica sullo stato dell'arte della neuroriabilitazione in una prospettiva di sanità pubblica e sostenibilità di sistema.
 
Come evidenziato nell’articolo "Urgent measures for the containment of the Covid-19 epidemic in the Neurorehabilitation/ Rehabilitation Departments in the phase of maximum expansion of the epidemic" recentemente pubblicato su Frontiers in Neurology (Bartolo M. et al), la SIRN (Società Italiana di Riabilitazione Neurologica) ha sottolineato l’importanza di continuare a garantire i percorsi terapeutici di neurologia per malattie tempo dipendenti, come ad esempio l'ictus ischemico o emorragico o la Guillain-Barré, che richiedono una fase di ricovero in emergenza-urgenza e una fase di neuroriabilitazione che è necessario iniziare quanto prima.
 
Oltre ai pazienti provenienti dai reparti di emergenza urgenza, la neuroriabilitazione ha continuato a rendere disponibili le cure dei pazienti con malattie neurodegenerative, in particolare Sclerosi Multipla, Parkinson, Alzheimer ed altre patologie gravi del Sistema Nervoso. È stata garantita, in sicurezza, quella continuità assistenziale che, per questi pazienti, fa la differenza tra la vita autonoma e la grave disabilità.
 
Confidiamo che questo ruolo non venga ignorato dal Ministero della Salute. Infatti, la risposta di emergenza al Coronavirus, come rilevato ad esempio dalle citate pubblicazioni scientifiche, deve essere una base per la definizione di nuove linee guida nazionali, che garantiscano la continuità, l’appropriatezza e la sicurezza nei percorsi di neuroriabilitazione.
 
In conclusione, l’emergenza sanitaria ha dimostrato l’importanza della “Preparedness” termine menzionato dal Comitato Nazionale di Bioetica per definire il “predisporre strategie di azione nell’ambito della sanità pubblica in vista di condizioni eccezionali rispetto ad emergenze causate da pandemie”. Questa crisi ha permesso di evidenziare quali siano gli ambiti da coinvolgere in queste strategie di azione, per impedire che una nuova emergenza ci trovi impreparati.
 
Dott. Stefano Paolucci
Presidente Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (SIRN)
 

29 Maggio 2020

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