Contratto dirigenza medica. Intersindacale Medica sollecita il confronto con la Regione

Contratto dirigenza medica. Intersindacale Medica sollecita il confronto con la Regione

Contratto dirigenza medica. Intersindacale Medica sollecita il confronto con la Regione
Se in alcune regioni l’iter di discussione sull’art. 6 del contratto è già stato concluso da tempo, in Friuli Venezia Giulia deve ancora iniziare il confronto su prestazione aggiuntive, valutazione delle performance e altro ancora. “Ricordiamo che i sindacati medici e sanitari sono i rappresentanti dei professionisti della salute pubblica, e quindi devono essere coinvolti prioritariamente per argomenti riguardanti l'organizzazione del loro lavoro”, convengono i sindacati.

Nella Regione Friuli Venezia Giulia non decolla il confronto tra Regione e sindacati previsto dall’art. 6 del CCNL 2016-2018 per l’emanazione di linee generali di indirizzo, anche per lo svolgimento della contrattazione integrativa, per prestazioni aggiuntive, salario accessorio, valutazione delle performance, aspettative per motivi di assistenza all’emergenza, attività didattica e e altro ancora. L’intersindacale dei dirigenti medici e sanitari: Aaroi-Emac, Anaao-Assomed, Anpo-Ascoti-Fials Medici, Cisl Medici, Fassid, Fedirts – Fedir, Fpcgil, Fvm e Uil Medici fanno infatti sapere che, ad oggi, l’unico passo avanti è rappresentato dal momento in cui, qualche settimana fa, la Direzione Salute della Regione ha manifestato l’intenzione di attivare un tavolo tecnico ristretto per confronto regionale ai sensi dell’articolo 6 del CCNL. Poi, il silenzio. Ed ora i sindacati, compatti, esprimono tutto il loro disappunto sul silenzio successivo a quell’annuncio.

“Accogliamo con favore l’apertura del confronto regionale – fanno sapere i sindacati – sul nuovo contratto triennio 2016-2018, peraltro richiesto dalle organizzazioni dell’intersindacale medica e sanitaria già alcuni mesi fa; quanto però alla proposta di formare un tavolo tecnico ristretto, riteniamo che ciò non sia possibile in quanto le materie previste dall’articolo 6 sono già chiaramente delineate e possono essere trattate ad un tavolo negoziale con tutte le sigle; se vi sarà in seguito la necessità, lo stesso tavolo intersindacale in plenaria potrà decidere se costituire un tavolo ristretto”.

In attesa di una convocazione plenaria con direzione della Centrale Salute del Friuli Venezia Giulia, l’intersindacale per i dirigenti medici e sanitari propongono in anticipo e nel dettaglio i punti più rilevanti da discutere:   

– Come punto di partenza ci dovrà essere la discussione di cui all’articolo 6 del CCNL 2016-2018

– Urgente assunzione di personale medico e sanitario, in particolare per le strutture dimostratesi in stato di criticità, e ricambio generazionale della categoria.

– Indicazioni e limiti per la libera professione del singolo professionista o per le prestazioni aggiuntive, tenendo ovviamente presente la necessità di limitare le liste di attesa dei cittadini.

– Criteri di valutazione dei dirigenti, equo compenso per la posizione del professionista e retribuzione attraverso le risorse aggiuntive, che devono finalmente essere univoci ed omogenei per l’incarico ricoperto indipendentemente dalla Azienda Sanitaria di appartenenza.

– Istituto della pronta disponibilità detta anche reperibilità, la modalità di lavoro per cui un professionista deve arrivare in ospedale nel minor tempo possibile a tutte le ore del giorno e della notte. L’ora della chiamata dovrà essere la vera discriminante, ma vi sono diversi aspetti critici, tra questi l’appropriatezza della chiamata stessa e l’eventuale necessità di ricorso alla guardia attiva o ad altre modalità organizzative.

“In quanto decano dell’intersindacale di questa Regione – conclude Antonio Maria Miotti di Anpo-Ascoti-Fials Medici – mi  faccio da portavoce chiedendo con urgenza all’assessore alla salute Riccado Riccardi e al direttore della Centrale della Salute del Friuli Venezia Giulia, un confronto a stretto giro e che apra una discussione proficua come c’è stata nei precedenti confronti.  Il momento è critico per l’ovvia priorità data dalla situazione epidemica, tuttavia in altre regioni anche vicine le autorità sanitarie ed i nostri colleghi hanno attivato e concluso positivamente il percorso previsto. Siamo convinti che anche in questa Regione FVG si potrà raggiungere un risultato simile”.

“Si può cogliere ancora una volta l’occasione – ribadita l’Intersindacale – per ricordare che i sindacati medici e sanitari sono i veri rappresentanti dei professionisti della salute pubblica, e quindi devono essere coinvolti prioritariamente per argomenti riguardanti l'organizzazione del loro lavoro nei servizi sanitari regionali e nazionale, come recentemente riemerso in occasione della discussione della riforma della medicina del territorio. Sia Aaroi Emac che Cgil Medici hanno infatti preso posizione contro la proposta Fnomceo, ricordando che l'Ordine dei medici non può essere "interlocutore sulle politiche organizzative del lavoro medico del servizio sanitario e non dovrebbe occuparsi di politica sanitaria, avendo invece mandato di garanzia della professionalità, della deontologia e dell’etica”.
 
Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

28 Ottobre 2020

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