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Migrazione Sanitaria. Cinque (Campania): “Fenomeno conseguenza dei divari strutturali”

L’assessore al Bilancio della Campania punta il dito contro i divari tra Regioni “sia nel trasferimento delle risorse, sia del personale sanitario per mille abitanti, sia per la dotazione di posti letto”. In Campania scende la mobilità in oncologia e nell’alta specializzazione “perché nonostante i nodi strutturali siamo riusciti a qualificare l’offerta”, ma in altre aree “pesano le liste di attesa, che senza dotazioni strutturali avvitano la questione in una spirale non risolvibile con l‘Autonomia differenziata”.

06 FEB - La Delibera Cipess n. 33 del 2023, recante la ripartizione regionale del Fondo sanitario nazionale 2023 dei 128 miliardi di euro stanziati dallo Stato per l’anno 2023, ne destina 124 al finanziamento dei Livelli Essenziali di assistenza, alla Campania spettano circa 11,46 mld di euro. La regione riceverà tuttavia 11,23 mld poiché 230 mln di euro sono stati decurtati “alla fonte” a causa della “migrazione sanitaria”.

“La ripartizione del Fondo sanitario nazionale del 2023 – spiega Antonio Salvatore, responsabile del dipartimento Sanità di Anci Campania – è avvenuta con i nuovi criteri stabiliti dal Ministero della Salute con decreto 30 dicembre 2022. Si è tenuto conto della popolazione residente, del tasso di mortalità della popolazione con età inferiore ai 75 anni, dei consumi sanitari per età, nonché di alcuni indicatori rappresentativi di particolari situazioni territoriali impattanti sui consumi sanitari. Nonostante i nuovi criteri, la Campania resta tra le Regioni con la quota capitaria – la somma destinata ad ogni cittadino residente – inferiore a quella media nazionale: 2.050 euro rispetto ai 2.104 euro di media nazionale. Tutto ciò si traduce in minori risorse per la nostra Regione per circa 530 mln di euro di cui circa 300 mln per minore quota capitaria attribuita alla Campania – 54 euro pro-capite in meno rispetto alla media nazionale – più 230 mln di euro riferiti al fenomeno migratorio”.

Migrazione sanitaria che, secondo l’assessore al Bilancio della Regione Campania, Ettore Cinque, “è una conseguenza inevitabile dei divari sia nel trasferimento delle risorse, sia del personale sanitario per mille abitanti (il più basso tra le Regioni), sia per la dotazione di posti letto (ben sotto lo standard di 3,7 per mille abitanti)”.

Dal 2008 al 2022 il valore della mobilità sanitaria, cioè delle prestazioni effettuate a residenti di regioni diverse da quelle che hanno erogato la prestazione è cresciuto del 20% (con la sola eccezione degli anni 2020 e 2021, che hanno registrato una riduzione a causa del Covid). In sostanza, è cresciuto alla stregua del fondo sanitario, il che significa, secondo l’assessore, che il fenomeno è strutturale e non episodico e solo con azioni forti da assumere dal livello centrale di governo si può invertire la tendenza. “Nel 2022, il valore complessivo della mobilità sanitaria – spiega Ettore Cinque - è ritornato ai livelli del 2019, circa 4,3 mld di euro, come se una piccola regione da 750.000/1.000.000 di abitanti emigrasse ogni anno per farsi curare altrove”.

In termini di spesa pro-capite netta la Campania non è fanalino di coda del Paese, “come si legge dai dati parziali diffusi finora - la regione che spende maggiormente per la mobilità sanitaria è la Calabria, con 147 euro per abitante (pari al 7,5% del fondo sanitario regionale), seguita dalla Basilicata, con 128 euro (pari al 6,4% del fondo), dalla Valle d’Aosta, con 87 euro (pari al 4,4% del fondo), dall’Abruzzo, con 77 euro (pari al 3,8% del fondo), dalla Liguria, con 63 euro (pari al 2,9% del fondo), dalla Campania, con 49 euro (pari al 2,5% del fondo), dalla Sardegna, con 46 euro (pari al 2,3% del fondo), e dalla Puglia con 45 euro (pari al 2,3% del fondo). Viceversa, le regioni che ricevono, sempre in termini di valori pro-capite, maggiori risorse dal saldo attivo di mobilità sono: il Molise (con 105 euro), l’Emilia-Romagna (92 euro), la Lombardia (55 euro) ed il Veneto (36 euro)”.

“In prevalenza, comunque – prosegue l’assessore -, la mobilità avviene verso le strutture private accreditate delle regioni del Nord e c’è da registrare un miglioramento della migrazione sanitaria della Campania, per la prima volta dopo 20 anni, nel settore dell’oncologia e dell’alta specializzazione. Segno che con tutti i nodi strutturali elencati siamo riusciti a qualificare l’offerta in un settore chiave mentre gran parte dello zoccolo duro della migrazione riguarda prestazioni inappropriate, di confine o per pazienti residenti fuori regione per studio o lavoro (migrazione apparente) e anche per prestazioni come le patologie ortopediche e cardiovascolari in cui pesano le liste di attesa che senza dotazioni strutturali carenti a monte e da riequilibrare (posti letto e personale) avvitano la questione in una spirale non risolvibile certo con il progetto di Autonomia differenziata che, invece, aggrava tutto questo”.

E in effetti a leggere il rapporto Agenas sulla valutazione delle Reti oncologiche emerge che la rete campana pur essendo partita in ritardo è oggi la quinta Rete Oncologica italiana, secondo la valutazione annuale di Agenas, per performance erogate e tra quelle con maggiore velocità di crescita. Il giudizio complessivo della ROC è migliorato rispetto all’anno precedente quando era al 65%. La performance è giudicata elevata. Tra i criteri valutati da Agenas anche gli indici di fuga verso le altre regioni per 7 patologie indice. La situazione per il tumore della mammella è in netto miglioramento progressivo negli anni di funzionamento della Roc. La fuga presso altre regioni è migliorata complessivamente, ma è ancora elevata per alcune patologie di maggiore complessità chirurgica. Tra gli aspetti da migliorare secondo Agenas restano i tempi di attesa che sono condizionati dalla disponibilità delle sale operatorie, ma anche dai tempi lunghi per la diagnosi pre operatoria (CUP regionale Percorso GOM).

Migliorare lo stato di attuazione dei processi di governance, assicurare la prossimità delle cure mediche, migliorare la presa in carico delle patologie della prostata, ovaio e retto, ridurre i tempi di attesa per tutte le patologie oncologiche ma in particolare quelle che colpiscono prostata e polmone. Controllo e monitoraggio dei Pdta attivati, migliorare la presa in carico dei pazienti residenti nelle province di Benevento e Salerno e l’utilizzo di indicatori le principali indicazioni di Agenas.

Centrale, nella rete oncologica campana, infine i Case manager, personale prevalentemente infermieristico che accompagna il paziente nei percorsi diagnostico terapeutici. Più di 150 camici bianchi con questo ruolo si sono riuniti all’Istituto tumori Pascale di Napoli presso l’Aula Cerra in un tavolo di approfondimento nel primo evento interamente dedicato al ruolo cruciale del case manager nei percorsi di cura. L’evento, ideato e organizzato da Attilio Bianchi, direttore generale dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli e coordinatore della Rete oncologica campana (ROC), da Sandro Pignata – Coordinatore scientifico regionale della ROC e da Davide D’Errico – referente e coordinatore dei case manager. L’evento scientifico è stato organizzato da LinkHealth - Health economics, outcomes & epidemiology Srl e ha avuto il patrocinio della Regione Campania. Fari puntati dunque sul ruolo centrale e cruciale del Case manager nella Rete oncologica campana diventata un modello anche per altre regioni. “Finora questo approccio integrato e orientato ai bisogni del paziente – sottolinea Bianchi - ha raggiunto un notevole successo tanto da essere imitato anche da altre regioni italiane interessate al nostro modello di rete di cura. Sicilia e Calabria hanno già fatto richiesta di usare nostra piattaforma e la prossima settimana la presentiamo alle Marche”. Un valore che fa da traino per l'intera rete oncologica di cui il Pascale è un Hub.

Non è un caso che i dati Agenas sulle Reti oncologiche delle regioni pongono quella campana al quinto posto in Italia mentre migliorano gli indici di fuga verso altre regioni dei pazienti oncologici. Per il tumore della mammella questa è in netto recupero e nel complesso c’è stato un recupero medio dell’11% della migrazione sanitaria. Centrale dunque anche il ruolo dei case manager che assumono il ruolo cruciale di accompagnamento dei pazienti nei percorsi di cura”.

Sandro Pignata e Davide D’Errico spiegano: "La carta vincente è l'approccio integrato e orientato ai bisogni del paziente”. “I risultati positivi raggiunti dalla Rete oncologica campana e la significativa riduzione della mobilità passiva in ambito oncologico - conclude il direttore Bianchi - sono il frutto dell'impegno straordinario di tutti coloro che lavorano all'interno della Rete. Il case manager è la punta di diamante della ROC, svolgendo un ruolo chiave come punto di riferimento operativo per clinici, pazienti e caregiver. “Un ringraziamento ai Case manager proviene anche dalla Regione Campania - afferma Anna Maria Ferriero, dirigente regionale dell’unità operativa distrettuale per l’attuazione Piano regionale assistenza sanitaria territoriale - stiamo continuando a lavorare, insieme alle direzioni strategiche aziendali, sul percorso di riconoscimento e valorizzazione della figura professionale del Case manager”.

“Da questa figura professionale altamente formata dipende l’efficacia del Gruppo oncologico multidisciplinare (GOM)- ha infine ribadito Sandro Pignata - in quanto il Case manager è l’organizzatore di tutto ciò che avviene all’interno dei GOM, rappresentando il coordinatore e facilitatore del percorso oncologico multidisciplinare”. Programmi di formazione continua, organizzazione di incontri periodici per la condivisione di esperienze e migliori pratiche, potenziamento del networking tra le diverse figure, definizione di percorsi di cura sempre più personalizzati e di alta qualità le proposte per il futuro della rete. Al convegno hanno partecipato più di 150 Case manager operanti nelle diverse strutture sanitarie, tra CORP e CORPUS (le strutture hub di riferimento per le cure oncologiche) ma anche le Asl e Case di cura accreditate, distribuite in tutta la regione Campania.

Ettore Mautone

06 febbraio 2024
© Riproduzione riservata

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