Campania. Lamberti (FederLab Italia): “Premia le rendite di posizione invece del merito. Pronti a rivolgerci all’Antitrust”

Campania. Lamberti (FederLab Italia): “Premia le rendite di posizione invece del merito. Pronti a rivolgerci all’Antitrust”

Campania. Lamberti (FederLab Italia): “Premia le rendite di posizione invece del merito. Pronti a rivolgerci all’Antitrust”

Il presidente di FederLab Italia contesta la proposta regionale sui nuovi meccanismi di premialità, basati sul confronto interno a gruppi a loro volta definiti in base al numero di prestazioni erogate. “Il rischio è penalizzare le realtà con performance più elevate, che però appartengono anche a gruppi con parametri più alti”.

“La Regione Campania sta scegliendo di premiare le rendite di posizione anziché il merito. È una decisione incomprensibile che altera la concorrenza, penalizza le strutture più efficienti e svuota di significato il principio stesso della premialità”. È la presa di posizione del presidente di FederLab Italia, Gennaro Lamberti, sulla proposta regionale di modifica degli indicatori di premialità per la specialistica ambulatoriale, basandoli sul confronto tra strutture suddivise in gruppi definiti in base al numero di prestazioni erogate. Secondo Lamberti, il sistema rischia di penalizzare anche le realtà con performance più elevate, qualora appartengano a gruppi ai quali è destinata una quota complessiva di premialità inferiore.

In pratica, secondo FederLab, il nuovo sistema potrebbe determinare un paradosso: una struttura con elevati livelli di performance rischierebbe di perdere risorse perché collocata in una posizione meno favorevole nella graduatoria del proprio gruppo di riferimento, che però ha anche parametri molto elevati; mentre una struttura con risultati complessivi inferiori potrebbe ottenere la premialità semplicemente perché meglio classificata all’interno di un gruppo caratterizzato da parametri di riferimento più bassi.

“Ci aspettavamo che la Regione correggesse le anomalie emerse nell’applicazione del sistema. Invece accade il contrario: le distorsioni vengono confermate e, in alcuni casi, persino estese. Così si finisce per favorire posizioni acquisite invece della qualità delle prestazioni”.

Secondo FederLab Italia, tra le principali associazioni nazionali dei laboratori di analisi cliniche privati accreditati con il Servizio sanitario nazionale, il nuovo impianto rischia di “tradire il principio stesso della premialità: è come organizzare una gara di atletica e stabilire che il vincitore non sia chi corre più veloce, ma chi appartiene al gruppo giusto. Non è accettabile che un laboratorio con risultati migliori riceva meno risorse di un altro solo perché appartiene a una diversa Azienda sanitaria o ricade in una differente fascia di budget. Il merito deve essere valutato con criteri uguali per tutti”.

Lamberti ricorda inoltre che “circa il 95% dei tetti di spesa continua a essere assegnato secondo criteri storici, lasciando alla premialità una quota marginale. In pratica chi aveva tanto continua ad avere tanto e chi aveva poco continua ad avere poco. È un sistema che cristallizza gli assetti esistenti invece di premiare qualità, innovazione e concorrenza, in contrasto con i principi più volte richiamati dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato”.

FederLab esprime inoltre preoccupazione per l’estensione dello stesso modello anche alla Patologia Clinica. “Non difendiamo interessi di categoria, ma un principio semplice: le regole devono essere uguali per tutti e il merito deve essere premiato davvero. Se queste criticità non saranno corrette, valuteremo ogni iniziativa a tutela delle strutture rappresentate, compreso il coinvolgimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. La concorrenza non è un problema per il Servizio sanitario: è una garanzia per i cittadini”, conclude Lamberti.

23 Luglio 2026

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