Liste d’attesa in Campania. Sumai Assoprof: “Trasparenza utile, ma senza specialisti ambulatoriali il sistema resta fermo”

Liste d’attesa in Campania. Sumai Assoprof: “Trasparenza utile, ma senza specialisti ambulatoriali il sistema resta fermo”

Liste d’attesa in Campania. Sumai Assoprof: “Trasparenza utile, ma senza specialisti ambulatoriali il sistema resta fermo”

Il sindacato interviene dopo l’avvio del confronto tra Agenas e Regione Campania sulla gestione dei flussi. Sodano: “Non basta pubblicare i numeri: bisogna dire ai cittadini chi garantirà le prestazioni”. Amorico: “A Napoli e in Campania servono ore di specialistica, agende realmente aperte e percorsi territoriali governati”.

“La pubblicazione dei dati sulle liste d’attesa prevista da maggio sul portale Agenas rappresenta un passaggio importante per la trasparenza del Servizio sanitario nazionale, ma rischia di trasformarsi in una fotografia impietosa se non sarà accompagnata da un investimento strutturale sulla specialistica ambulatoriale interna e sull’organizzazione dell’offerta territoriale”. È quanto sostiene per la Campania il Sumai Assoprof, il sindacato degli specialisti ambulatoriali, che interviene dopo l’avvio del confronto tra Agenas e Regione Campania sulla gestione dei flussi relativi a prenotazioni, prescrizioni e prestazioni ambulatoriali e di ricovero.

“La trasparenza è necessaria, e apprezzata ma non basta”, dice Luigi Sodano, presidente nazionale del sindacato. “Pubblicare i dati sulle liste d’attesa significa assumersi la responsabilità di renderli comprensibili e soprattutto di intervenire sulle cause che li producono. Il problema non è solo sapere quanto si aspetta per una visita o per un esame; il problema è capire chi deve erogare quelle prestazioni, con quali ore disponibili, in quali strutture e con quale continuità”.

Secondo il Sumai, il tema centrale per la Campania non è soltanto la rilevazione dei tempi, ma la capacità del sistema pubblico di aumentare l’offerta specialistica, soprattutto nelle branche più esposte alla domanda dei cittadini: cardiologia, dermatologia, gastroenterologia, oculistica, ortopedia, pneumologia, endocrinologia, neurologia, radiologia e diagnostica strumentale.

“Se le agende restano bloccate, se le ore di specialistica non vengono incrementate, se i pensionamenti non vengono compensati e se i percorsi territoriali non vengono governati, il portale della trasparenza rischia di diventare solo la vetrina di un problema irrisolto”, aggiunge Sodano. “La specialistica ambulatoriale interna è la prima infrastruttura pubblica per abbattere le attese. Ogni piano regionale che non parta da qui è destinato a produrre risultati parziali”.

Il sindacato richiama anche il tema delle prescrizioni e dell’appropriatezza. La corretta indicazione delle classi di priorità è fondamentale, ma non può essere scaricata solo sui medici prescrittori. Per il Sumai servono protocolli condivisi, presa in carico territoriale, dialogo tra medici di medicina generale e specialisti, sistemi informatici interoperabili e agende Cup realmente integrate tra pubblico, privato accreditato e specialistica convenzionata. “In Campania il cittadino spesso non ha bisogno solo di una prenotazione, ma di un percorso”, afferma Gaetano Amorico, segretario provinciale di Napoli del Sumai Assoprof. “Se una visita specialistica viene prescritta come urgente ma non trova spazio entro i tempi previsti, il sistema produce frustrazione, accessi impropri al pronto soccorso e, nei casi peggiori, rinuncia alle cure o migrazione sanitaria”.

Per Amorico, Napoli e la Campania devono evitare che la nuova fase di monitoraggio si limiti a misurare il ritardo. “Abbiamo bisogno di un piano straordinario sulla specialistica ambulatoriale: più ore, più sedi, più personale, agende trasparenti, prestazioni serali e festive dove servono davvero, ma anche condizioni di lavoro attrattive. Non si può chiedere agli specialisti di reggere l’urto della domanda senza rafforzare organici, tecnologie e programmazione”.

24 Aprile 2026

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