“Aborto al sicuro”. L’appello alla politica dell’Associazione Coscioni per far rispettare la Legge 194

“Aborto al sicuro”. L’appello alla politica dell’Associazione Coscioni per far rispettare la Legge 194

“Aborto al sicuro”. L’appello alla politica dell’Associazione Coscioni per far rispettare la Legge 194
In occasione del 41° anniversario della normativa prende il via la campagna dell’associazione per una proposta di legge per tutelarla ed ampliarla. Ad adiuvandum anche un sondaggio Swg che evidenzia come il 73% degli italiani sia favorevole all’aborto, dato che arriva all’81% tra i giovani. Inoltre il 31% ritiene che la legge vada cambiata, a tutela dell’applicabilità. Il 50% degli intervistati chiede, inoltre, di migliorare l'IVG farmacologica con RU486 consentendo il regime ambulatoriale o a casa, e il 27% reclama la gratuità della contraccezione. IL SONDAGGIO – IL VIDEO

Tutelare, far rispettare e ampliare la portata della Legge 194 sull’aborto. È questo l’obiettivo della campagna per la proposta di Legge regionale “Aborto al sicuro” che parte dalla Lombardia per arrivare in tutta la penisola. L’iniziativa è dell’associazione Coscioni che ha presentato oggi la campagna anche con un video appello alle istituzioni, con protagoniste donne simbolicamente mascherate.
 
E la presentazione non è un caso sia stata fatta proprio oggi, 22 maggio, il giorno in cui si celebra il 41esimo anniversario della 194. “Una legge fortemente disattesa, a dispetto della volontà popolare” rileva l’Associazione.
 
In occasione della presentazione è stato condotta dall’Associazione con Swg un sondaggio sul tema dove è emerso che il 73% degli italiani è favorevole all’aborto. Inoltre, le statistiche indicano che il 68% dei ginecologi sposa l’obiezione di coscienza e “ciò sta portando in alcune regioni (come il Molise) all’impossibilità per la donna di abortire”. 
 
L’indagine rivela poi come ben il 31% della popolazione – in forte aumento rispetto al 19% del 2016 – ritiene che la legge vada cambiata, a tutela dell’applicabilità. Il 50% degli intervistati chiede, inoltre, di migliorare l'IVG farmacologica con RU486 consentendo il regime ambulatoriale o a casa come nel resto del mondo, e il 27% reclama la gratuità della contraccezione: si tratta di dati in controtendenza rispetto all'inerzia politica sul tema.
  
“Vogliamo richiamare l'attenzione sul costante attacco alla Legge 194 da una parte di Paese impegnato in continui tentativi nel disapplicare la norma, rendendo i percorsi di accesso all’Interruzione Volontaria di Gravidanza molto difficili – dichiarano l’Avv. Filomena Gallo e Mirella Parachini, Segretario e vice Segretario di Associazione Luca Coscioni -. A questi si aggiunge un vuoto totale di politiche concrete per l’informazione e la contraccezione. Lottiamo contro lo stigma che da sempre accompagna l'aborto in Italia, costringendo le donne che ricorrono all'IVG ad ‘indossare una maschera’. Se negli Usa emanano leggi che vietano l'aborto addirittura nei casi di stupro e incesto, anche in Italia purtroppo non si scherza: alla "Marcia per la vita" svoltasi a Roma lo scorso sabato e oramai ripetuta annualmente, il clima di odio contro le donne e le loro scelte in materia di interruzione di gravidanza era palpabile".
 
Questi presupposti hanno portato anche alla proposta di legge regionale "Aborto al sicuro", coordinata dalla D.ssa Sara Martelli e promossa dall’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica con Radicali Italiani, e lanciata per la prima volta in Lombardia (dove son state raccolte più di 8000 firme sulle 5000 necessarie), ma a breve sarà replicata anche in Lazio, Liguria e Marche, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia.
 

22 Maggio 2019

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