Aborto. Benedetto XVI: “Non è soluzione. Medici difendano dall’inganno coscienza delle donne”

Aborto. Benedetto XVI: “Non è soluzione. Medici difendano dall’inganno coscienza delle donne”

Aborto. Benedetto XVI: “Non è soluzione. Medici difendano dall’inganno coscienza delle donne”
È questo l’appello lanciato dal Papa durante il suo intervento, lo scorso 26 febbraio, alla XVII Assemblea generale della Pontificia Accademia per la Vita. Il pontefice è intervenuto anche sul tema del “fiorire di banche private per la conservazione del sangue cordonale ad esclusivo uso autologo”, sottolineando come tali scelte siano “estranee a quel genuino spirito solidaristico” che dovrebbe caratterizzare la ricerca medica.

“La donna viene spesso convinta, a volte dagli stessi medici, che l'aborto rappresenta non solo una scelta moralmente lecita, ma persino un doveroso atto 'terapeutico' per evitare sofferenze al bambino e alla sua famiglia, e un ingiusto peso alla società". Un monito quello espresso da Papa Benedetto XVI in occasione dell'udienza, lo scorso 26 febbraio, con i partecipanti alla XVII Assemblea Generale della Pontificia Accademia per la Vita. I medici, ha affermato il papa, “non possono venire meno al grave compito di difendere dall’inganno la coscienza di molte donne che pensano di trovare nell’aborto la soluzione a difficoltà familiari, economiche, sociali, o a problemi di salute del loro bambino”.
Proprio in tal senso, il Papa ha lanciato la sua accusa contro quello “sfondo culturale caratterizzato dall’eclissi del senso della vita”, che ha generato quell’attenuata percezione della “gravità morale dell’aborto e di altre forme di attentati contro la vita umana”. I medici, in questo contesto culturale, sono chiamati ad essere “una speciale fortezza per continuare ad affermare che l’aborto non risolve nulla, ma uccide il bambino, distrugge la donna e acceca la coscienza del padre del bambino, rovinando, spesso, la vita famigliare”.
 
Il discorso del Papa è poi proseguito con un richiamo alla coscienza morale anche dei ricercatori e di tutta la società civile, sull’utilizzo delle banche del cordone ombelicale a scopo clinico e di ricerca. Premettendo che “la ricerca medico-scientifica è un valore, e dunque un impegno non solo per i ricercatori ma per l’intera comunità civile, Benedetto XVI ha sottolineato “il dovere di promuovere ricerche eticamente valide da parte delle istituzioni e il valore della solidarietà dei singoli nella partecipazione a ricerche volte a promuovere il bene comune”. Questo valore, e la necessità di questa solidarietà, si evidenziano in particolare nel caso dell’impiego delle cellule staminali provenienti dal cordone ombelicale. “A tale proposito – ha detto – molti ricercatori medici guardano giustamente con perplessità al crescente fiorire di banche private per la conservazione del sangue cordonale ad esclusivo uso autologo”. “Questa opzione – ha concluso – indebolisce il genuino spirito solidaristico che deve costantemente animare la ricerca di quel bene comune a cui, in ultima analisi, la scienza e la ricerca mediche tendono”.

28 Febbraio 2011

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