Ha preso avvio il 31 marzo 2014 la raccolta di firme per la petizione al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, "Per una reale applicazione della legge 194". La richiesta, lanciata da Denise Denegri sulla piattaforma change.org, ha già raccolto 3.000 firme. "Nel 36esimo anniversario dell’entrata in vigore della legge 194/78 che legalizza e regolamenta l’interruzione volontaria della gravidanza, legge che ha contribuito alla riduzione del numero degli aborti in Italia e drasticamente ridotto il numero degli aborti clandestini e le morti per aborto – si legge nel testo della petizione – ci rivolgiamo al Ministro della Salute fortemente preoccupati dalla serietà di quanto emerso dai dati del Ministero stesso sull’applicazione della legge. In particolare la gravità dell’aumento dell’obiezione di coscienza tra i medici e il personale paramedico. In alcune zone della penisola infatti la percentuale di ginecologi obiettori è intorno all’80 per cento, come in Molise, Campania, Sicilia, mentre in Basilicata si raggiunge addirittura l’85,2 per cento del personale ospedaliero".
A fronte di queste situazione, si chiede al ministro Lorenzin di adottare le seguenti misure:
– operare affinché le strutture sanitarie bandiscano concorsi riservati a medici non obiettori per la gestione dei servizi di Ivg;
– creare un albo pubblico regionale dei medici obiettori di coscienza per consentire ai cittadini la piena cognizione delle scelte operate in tal senso del personale sanitario con cui interagiscono;
– promuovere l’utilizzo dei medici “gettonati” per sopperire nell’immediato alle carenze dei medici non obiettori;
– affidare la direzione dei presidi nei quali si effettua l’interruzione di gravidanza a chi non è obiettore, prevedendo quindi incentivi per il personale che effettua le interruzioni di gravidanza;
– introdurre il requisito della non obiezione per chi deve essere assunto o trasferito in presidi con oltre il 50% di obiettori, superando le limitazioni derivanti dal blocco del turnover;
– attuare l’istituto della mobilità, previsto dalla stessa legge 194/78, per coprire le carenze di medici ed infermieri non obiettori;
– promuovere un più ampio ricorso all’aborto farmacologico, metodica che permetterebbe di ridurre i tempi di attesa e i rischi di complicazioni, la cui incidenza aumenta con l’aumentare dell’età gestazionale;
– valorizzare e ridare piena centralità ai consultori familiari, quale servizio fondamentale per attuare vere politiche di informazione e prevenzione essenziali per l’attivazione del percorso per l’interruzione volontaria della gravidanza.
La petizione verrà rilanciata, stasera, dalle 21 alle 23, da un social mob organizzato su twitter. L'hashtag di riferimento è #apply194.