Agenas-Fiaso: profilo del management sanitario italiano

Agenas-Fiaso: profilo del management sanitario italiano

Agenas-Fiaso: profilo del management sanitario italiano
Oltre l’ 82% ha svolto corsi in management sanitario, il 74% ha dichiarato di aver seguito un corso triennale solo dopo aver assunto il comando dell’Azienda, il 90% è medico e solo il 7,5% possiede una laurea in altri ambiti sanitari. È l’identikit dei DG di Asl e Ao tracciato dall’ Agenas e dalla Fiaso e presentato stamani al Forum PA a Roma. Vedi l'indagine.

Il quadro che ne esce smentisce l’immagine spesso più mediatica che reale di un management coltivato nel giardino della politica anziché in quello della formazione e gestione sanitaria. Anche se la formazione è ancora sconosciuta in 4 regioni e buona parte dei manager lamenta un eccesso di teoria nei percorsi formativi intrapresi.
 
Le Regioni più attive nella realizzazione di corsi per direttori generali sono: Umbria, Toscana, Lazio, Emilia Romagna, Lombardia, Liguria e Sicilia. Le stesse regioni più attente alla formazione, tolta la Liguria e aggiunto in parte il Veneto, sono quelle che hanno adottato un modello “specializzato”, affidando la formazione a un’entità organizzativa distinta dalla regione, anche se di sua esclusiva proprietà (con eccezione della Toscana dov’è stata avviata un partnership con un’unica struttura universitaria). Le altre regioni hanno invece adottato il modello, forse più flessibile, di ricercare di volta in volta all’esterno i “formatori” ritenuti migliori.
 
Il percorso di studi seguito dai direttori generali è prevalentemente sanitario (54,1% delle lauree), le altre lauree più gettonate sono quelle giuridiche (13,5%) ed economiche (12,2%). Ma il percorso di studi dei DG non si ferma alla laurea. Il 63,5% ha infatti conseguito anche un diploma post lauream e il 39,2% ha svolto un master in ambito manageriale. Scarsa invece la percentuale dei manager che effettuato periodi di studio o di formazione all’estero: un’esperienza acquisita solo dal 33,8% dei DG. Anche le esperienze professionali, sono state in maggioranza maturate in ambito sanitario (45% dei casi). Tra chi ha lavorato in  precedenza in sanità solo il 15%, ha ricoperto incarichi dirigenziali in regioni diverse da quella attuale. Sembra dunque formarsi in Italia un nucleo di professionisti con esperienza conclamata in direzione di aziende sanitarie, il 36,2% degli attuali DG dei Asl e AO ha già ricoperto in passato lo stesso incarico, mentre il 23,3% ha maturato esperienza nel ruolo di direttore sanitario e il 6,9% in quello di direttore amministrativo.
 
Il percorso formativo, nel 40% dei casi, è stato comune per Direttori generali, sanitari, amministrativi e socio-sanitari, mentre solo il 33,3% dei DG ha seguito corsi specifici per il proprio ruolo. Da evidenziare che ben il 35% ritiene i corsi troppo sbilanciati sulla teoria rispetto alla pratica. Nello specifico, per potersi meglio calare nel piano pratico, propongono in primis di concentrare i contenuti sul contesto regionale di riferimento. Le tematiche insufficientemente affrontate durante i corsi sono quelle del federalismo fiscale e sanitario, il contratto di lavoro e le relazioni sindacali, il problem solving e la gestione del gruppo di lavoro, la contabilità analitica. Un tema, quest’ultimo, sul quale la formazione dovrebbe concentrarsi maggiormente, essendo la contabilità analitica l’unica a consentire il pieno controllo dei costi e dei ricavi aziendali.
 
Sul piano professionale e delle competenze, lo studio realizzato ha messo in luce, per tutte le funzioni analizzate, l’esistenza di una base comune di conoscenze manageriali. Tutto ciò rappresenta un'evoluzione importante nella cultura organizzativa delle Aziende Ssn e nelle competenze di chi al loro interno ha la responsabilità di organizzare e gestire risorse. Insieme alla cultura manageriale, tra le competenze d'interesse richieste per svolgere la funzione vengono individuate quelle tecnico-professionali specifiche e di aggiornamento professionale . La ricerca e il focus group con i DG hanno messo in evidenza l'esistenza di tali specifiche competenze nel sistema, ma anche una forte difficoltà per le Aziende Sanitarie nel reperirle con il livello richiesto e renderle patrimonio comune del Ssn.
 
G.R.

18 Maggio 2010

© Riproduzione riservata

Tragedia in Bosnia. Fnomceo: “Il cordoglio dei medici e degli odontoiatri italiani. Vicini alle famiglie e ai feriti”
Tragedia in Bosnia. Fnomceo: “Il cordoglio dei medici e degli odontoiatri italiani. Vicini alle famiglie e ai feriti”

La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri manifesta cordoglio per la morte di Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci, appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce...

Influenza. Riparte la campagna di prevenzione Sip “Copriamoli bene”
Influenza. Riparte la campagna di prevenzione Sip “Copriamoli bene”

Ogni anno in Italia circa 15 milioni di persone si ammalano di influenza. I bambini in età prescolare e scolare sono tra i più colpiti, con un rischio di contrarre...

Farmaci illegali e trattamenti estetici abusivi: scoperto falso medico, nel mirino oltre cento interventi
Farmaci illegali e trattamenti estetici abusivi: scoperto falso medico, nel mirino oltre cento interventi

La scoperta di venti fiale di un farmaco, dichiarate “cosmetici” per eludere i controlli doganali, hanno portato al sequestro di uno studio abusivo per trattamenti estetici nella provincia di Verona...

Hiv. In Italia 15mila persone convivono con il virus senza saperlo. Sei diagnosi su dieci arrivano troppo tardi. Il costo sfiora un miliardo l’anno
Hiv. In Italia 15mila persone convivono con il virus senza saperlo. Sei diagnosi su dieci arrivano troppo tardi. Il costo sfiora un miliardo l’anno

In Italia circa 15mila persone vivono con l’Hiv senza saperlo, sei nuove diagnosi su dieci arrivano quando il sistema immunitario è già compromesso e il costo complessivo dell’infezione per il...