Aggressioni canine. I veterinari: “Non esistono razze pericolose. Reiterare ordinanza del 2009” 

Aggressioni canine. I veterinari: “Non esistono razze pericolose. Reiterare ordinanza del 2009” 

Aggressioni canine. I veterinari: “Non esistono razze pericolose. Reiterare ordinanza del 2009” 
Dopo l'aggressione di oggi a Roma a una donna di 74 anni da parte di due rottweiler, interviene l'Ordine dei veterinari che ribadisce l'inutilità di elenchi di razze pericolose ma punta tutto sull'educazione dei padroni dei cani, come prevedeva l'ordinanza ministeriale scaduta l'anno scorso. 

“Parlare genericamente di razze pericolose è un errore non solo concettuale ma, come è stato ampiamente dimostrato dai fatti, anche pratico perché non limita le aggressioni dei cani”.

Questa la reazione di Gaetano Penocchio. Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani (FNOVI), alla notizia del dramma avvenuto a Roma dove, sulla Cassia, una anziana colf è stata aggredita dai cani della villa dove lavorava ed ora verso in condizioni disperate in ospedale. Uno dei cani è stato abbattuto dalle forze dell’ordine che hanno cercato di salvarla.

“Il fatto è gravissimo spiega Penocchio – non è il primo e senza interventi concreti non sarà l’ultimo. La nostra solidarietà alla signora è totale. Ma ho sentito parlare, continua Penocchio, di vietare l’importazione di alcune razze e di ripristinare l'elenco delle 17 razze pericolose. Una richiesta pericolosa oltreché bizzarra. Definire qualcuno pericoloso per razza è un errore gravissimo perché nessun cane è geneticamente pericoloso mentre i fattori ambientali sono determinanti per stimolarne una eventuale aggressività. Una legislazione specifica per razza genera una falsa e pericolosa convinzione nella gente che alcune razze siano pericolose, per definizione. Ritenendo indenni da atteggiamenti aggressivi tutti gli altri cani. In realtà l'aggressività è un comportamento che può essere manifestato da qualsiasi cane di qualsiasi razza, tipo o incrocio".
 
"A questa situazione di rischio – conclude Penocchio – si era cercato di porre rimedio con saggezza e coraggio con l'Ordinanza del Ministero della Salute che prevedeva la formazione per i proprietari dei cani, in particolare di quelli problematici. Per un problema giuridico è stata eliminata ma le motivazioni che avevano portato alla sua emanazione che sono tutti in piedi, e come è evidente dai recenti fatti di cronaca, tutti drammaticamente attuali. Noi siamo pronti, e le amministrazioni sono al corrente, per realizzare ovunque corsi di formazione per proprietari ed assistere i cani con problemi di comportamento. Obbligatori o no, questi corsi sono necessari. Ognuno faccia la propria parte e smettiamola con le inutili lacrime del giorno dopo”.
 

16 Luglio 2012

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