Apprezzamento della Lila per possibilità di effettuare il test Hiv ai minori, anche senza autorizzazioni dei genitori

Apprezzamento della Lila per possibilità di effettuare il test Hiv ai minori, anche senza autorizzazioni dei genitori

Apprezzamento della Lila per possibilità di effettuare il test Hiv ai minori, anche senza autorizzazioni dei genitori
Per l'associazione "l’impossibilità per i minori di ricorrere all’esame diagnostico senza autorizzazione dei genitori o di un giudice tutelare costituisce un enorme macigno sulla strada della prevenzione e un grave vulnus per il diritto alla salute dei più giovani". Da qui il plauso all’iniziativa del Ministro della Salute. “Ora speriamo che la politica faccia davvero il suo dovere varando le norme necessarie”.

“L’impegno del Ministro e il parere positivo della Garante sono due ottime notizie – commenta Massimo Oldrini, Presidente Nazionale della LILA- ora speriamo che la politica faccia davvero il suo dovere varando le norme necessarie. Questo assurdo ostacolo deve essere subito rimosso come raccomandano anche tutte le agenzie internazionali dall’OMS a UNAIDS”.
 
La Lila ricorda come “un accesso tempestivo alle terapie Antiretrovirali (ART) sia fondamentale per tutelare al meglio la salute delle persone con HIV ma anche per evitare che il virus possa essere trasmesso, inconsapevolmente ad altri o altre partner. Le persone che seguono correttamente le terapie ART possono raggiungere, infatti, un livello di carica virale nel sangue talmente basso da non essere rilevabile. Questo stato clinico, oltre a permettere un livello di salute simile a quello della popolazione generale, rende le persone con HIV non infettive, con ricadute straordinarie sul piano della prevenzione. Per questo è così importante promuovere e diffondere l’accesso al test eliminando tutte le barriere che ne ostacolano il ricorso. L’impossibilità per i minori di ricorrere all’esame diagnostico senza autorizzazione dei genitori o di un giudice tutelare costituisce, invece, un enorme macigno sulla strada della prevenzione e un grave vulnus per il diritto alla salute dei più giovani”.

“Si tratta di un ostacolo assurdo e anacronistico –ha detto ancora Massimo Oldrini- nonostante autorevoli ricerche evidenzino come l’età dell’esordio sessuale si vada abbassando e si attesti, ormai, intorno ai quindici anni”.
 
I dati parlano chiaro: “ad oggi in Italia la maggiore incidenza dei casi di HIV e di altre IST (Infezioni sessualmente Trasmissibili) si registra nelle fasce giovanili in particolare tra le persone di 25-29 anni (15,9 nuovi casi ogni 100.000 residenti di età 25-29 anni) mentre oltre la metà di tutte le nuove diagnosi annue avviene con grave ritardo (diagnosi tardive): ci si accorge cioè di aver contratto il virus solo perché si comincia a stare male, quando si è già in fase di AIDS conclamata o prossimi a questa condizione”.
 
"Per questo -avverte ancora Massimo Oldrini- impedire o ostacolare l’accesso ai test per HIV e IST ai più giovani mette a rischio la loro salute e provoca conseguenze gravissime in termini di contenimento dell’infezione da HIV”. 
 
Dal Presidente della LILA anche un richiamo alla urgente necessità di concrete azioni preventive: “Ciò che serve –ha spiegato- è facilitare e promuovere l’accesso dei giovani a tutti gli esami relativi alla salute sessuale ma anche l’inclusione nei curricola scolastici di percorsi dedicati all’educazione sessuale e affettiva”.

07 Marzo 2019

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