Assemblea Oms/2. Adottato il Piano globale sulla demenza 2017-2025. Una malattia che nel 2018 costerà mille miliardi di dollari

Assemblea Oms/2. Adottato il Piano globale sulla demenza 2017-2025. Una malattia che nel 2018 costerà mille miliardi di dollari

Assemblea Oms/2. Adottato il Piano globale sulla demenza 2017-2025. Una malattia che nel 2018 costerà mille miliardi di dollari
Il Piano invita i governi a raggiungere precisi obiettivi sul fronte di una maggiore consapevolezza della demenza, della riduzione dei rischi, della diagnosi e assistenza, del supporto ai familiari e ai caregiver, della ricerca. L’Alzheimer’s Disease International raccomanda di destinare alla ricerca almeno l’1% del costo globale della demenza IL DOCUMENTO

Un Piano globale per arrestare la demenza che nel mondo colpisce 50 milioni di persone con un costo che, nel 2018, arriverà a mille miliardi di dollari.
 
È quanto ha adottato oggi all’unanimità l’Oms in occasione della sessantesima sessione dell’Assemblea mondiale della sanità, a Ginevra. Il Piano globale sulla demenza 2017-2025 che segue dieci anni di advocacy della Alzheimer’s Disease International (Adi), la Federazione internazionale di 85 Associazioni di tutto il mondo, punta a dare una risposta globale al crescente impatto della demenza e comprende quindi obiettivi per l’avanzamento della coscienza della demenza, la riduzione dei rischi, la diagnosi, la cura e il trattamento, il sostegno ai caregiver e alla ricerca.
 
La demenza colpisce 50 milioni di persone in tutto il mondo, dove ogni 3 secondi una persona viene colpita. Un numero che sarà quasi triplicato entro il 2050. Uno scenario allarmente considerando che più della metà di tutte le persone affette da demenza vive in Paesi a basso e medio reddito, dove solo il 10% degli individui riceve una diagnosi. A preoccupare sono poi gli alti costi: nel 2018, la demenza diventerà una malattia da mille miliardi di dollari.
 
Non solo, attualmente solo 29 dei 194 Stati membri dell’Oms, la metà dei quali in Europa, hanno sviluppato un piano sulla demenza. Per questo l’Oms invita i Governi ad attuare urgentemente piani o politiche sociosanitarie e assistenziali sulla demenza e che questi siano finanziati, attuati e monitorati.
Per questo tutti i Paesi dovranno riferire periodicamente all’Oms lo stato di avanzamento del Piano tra il 2017 e il 2025.
 
In particolare il Piano affronta i principali problemi della politica sulla demenza, con l’obiettivo di ridurne l’impatto a livello locale e globale. Segna inoltre un passo importante nella lotta alla demenza poiché apre una nuova prospettiva sulla diagnosi, sull’assistenza e sulla terapia, fornendo un quadro utile ai governi per migliorare la vita di milioni di persone. Ribadisce che la demenza non è l’inevitabile conseguenza dell’invecchiamento e chi ne è colpito deve essere aiutato a vivere nel modo migliore possibile.
 
“La demenza sta diventando la malattia più costosa del XXI secolo – ha detto Paola Barbarino, Ceo di Alzheimer’s Disease International – la speranza per il futuro dipende dalla ricerca. Per questo l’Adi raccomanda che a livello nazionale almeno l’1% del costo sociale globale della demenza dovrebbe essere dedicato al finanziamento della ricerca di base, ai miglioramenti delle cure, alla prevenzione e alla riduzione dei rischi, allo sviluppo di farmaci e alla salute pubblica”.
 
L’Italia era presenta a Ginevra con il Segretario Generale della Federazione Alzheimer Italia, Mario Possenti, rappresentante di Adi per il nostro Paese
 
“In Italia esiste un Piano sulle demenze, ma attualmente senza stanziamento di fondi – ha dichiarato Gabriella Salvini Porro, Presidente della Federazione Alzheimer Italia – auspichiamo che l’odierna storica decisione dell’Oms convinca il governo a destinare finanziamenti mirati alle sette aree di intervento previste dal Piano. Come federazione di ben 47 associazioni su tutto il territorio italiano, abbiamo aumentato le azioni di sensibilizzazione negli ultimi due anni e, in particolare, abbiamo avviato il progetto di Comunità Amiche delle Persone con Demenza, partito da Abbiategrasso e ad oggi diffuso in otto città. Non ci fermeremo”.
 
Il Piano illustra sette aree specifiche di intervento:
 
1. Demenza come Priorità di Salute Pubblica
Già nell’aprile 2012 Oms e Adi diffusero un Rapporto che forniva una panoramica autorevole sull’impatto della demenza nel mondo e invitava i governi a considerare la demenza una priorità mondiale di salute pubblica. All’epoca, erano solo 8 gli Stati membri dell’OMS che avevano in atto un piano nazionale sulle demenze.
 
2. Consapevolezza e Comunità amiche della Demenza
I governi e le associazioni Alzheimer dovrebbero lavorare insieme per aumentare la consapevolezza della demenza, che è la vera chiave per poter progredire.
 
3. Riduzione del Rischio
Il rischio di sviluppare la demenza sarà di certo minore se entro il 2025 tutti i Paesi raggiungeranno gli obiettivi previsti dal Piano.
 
4. Diagnosi, Trattamento e Assistenza della Demenza
Lo scorso anno il Rapporto Mondiale Alzheimer 2016, redatto da Adi e intitolato “Migliorare l’assistenza sanitaria ai soggetti con demenza”, invitava a un’azione comune per estendere l’assistenza sanitaria a tutte le persone con demenza nel mondo.
Tra le azioni necessarie, il Piano suggerisce agli Stati l’importanza di misurare la qualità e i risultati dell’assistenza, di assicurare al malato che riceve la diagnosi di demenza almeno un anno di assistenza, gestita da un operatore specializzato, di sostenere le cure palliative.
 
5. Sostegno ai familiari e ai caregiver
Suggerendo programmi mirati, che prevedono per esempio l’assistenza in casa o il miglioramento dei trasporti, il Piano sottolinea l’importanza di far vivere i malati il più a lungo possibile nella comunità e l’urgenza di sostenere i familiari nella vita quotidiana.
 
6. Sistemi Informativi per la Demenza
Per poter migliorare i servizi, tra gli indicatori della demenza è necessario inserire sia la qualità dell’assistenza sia l’esperienza di persone con demenza.
 
7. Ricerca e Innovazione per la Demenza
In tutto il mondo ricerca e innovazione nelle terapie farmacologiche e non farmacologiche, riferite alla demenza, sono seriamente sotto finanziate, soprattutto se si guarda al numero delle persone colpite e al costo che deve sostenere la comunità e le famiglie. È necessario che ogni Stato investa di più.
 
 

29 Maggio 2017

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