Bambino morto di otite. Chiamenti (Fimp): “Bisogna affidarsi sempre alle cure del pediatra”

Bambino morto di otite. Chiamenti (Fimp): “Bisogna affidarsi sempre alle cure del pediatra”

Bambino morto di otite. Chiamenti (Fimp): “Bisogna affidarsi sempre alle cure del pediatra”
Il presiedente della Federazione dei pediatri ha ricordato che  sul tema dell’uso giudizioso delle terapie antibiotiche nel trattamento delle patologie infettive in età evolutiva i pediatri hanno sviluppato un percorso di riflessione attraverso la revisione delle maggiori e più accreditate Linee Guida internazionali un documento di consensus

“Come Federazione Italiana Medici Pediatri raccomandiamo di affidarsi alle cure del proprio pediatra di famiglia per condividere con lui tutte le scelte che riguardano la salute globale dei figli, nella consapevolezza che il nostro obiettivo primario è il bene di ogni singolo bambino”.
 
È questo il commento del presidente delle Fimp Giampietro Chiamenti alla notizia del decesso del piccolo Francesco a causa delle complicanze di un’otite. “Manifestiamo commozione di fronte a questo tragico evento e ci uniamo dolore dei genitori e della famiglia – ha affermato – cogliamo occasione per confermare la nostra continua disponibilità a sostenere i genitori nelle scelte terapeutiche, oltre che a quelle preventive, per le malattie dei giovanissimi pazienti avendo cura di guidarli in un approccio ragionato e ragionevole alla scelta, quando necessaria, della terapia antibiotica nei modi e nei tempi in cui le diverse condizioni cliniche lo richiedono”.
 
Due sono i pilastri della gestione delle malattie infettive, ha aggiunto “la prevenzione, con la promozione delle vaccinazioni, e la terapia che, qualora la patologia sia di tipo batterico, è rappresentata dall’antibiotico”.
 
“Sul tema dell’uso giudizioso delle terapie antibiotiche nel trattamento delle patologie infettive in età evolutiva – ha ricordato – abbiamo sviluppato un percorso di riflessione attraverso la revisione delle maggiori e più accreditate Linee Guida internazionali producendo, lo scorso anno, un documento di consensus, una sorta di vademecum delle buone pratiche cliniche, dedicato a tale argomento e adattato specificamente all’ambito delle cure primarie ha aggiunto – il pediatra di famiglia ha la grande caratteristica di assicurare, attraverso il rapporto di fiducia con i genitori, la continuità delle cure ad ogni singolo. La valutazione iniziale e, quando necessario, la rivalutazione nel tempo degli episodi febbrili bambino – ha concluso Chiamenti – permettono un approccio diagnostico-terapeutico che fonda le sue radici nelle evidenze scientifiche disponibili, ma che viene, poi, sempre individualizzato al bambino che si ha di fronte e al contesto socio-famigliare in cui si trova a vivere”.

29 Maggio 2017

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