Calabria. Vietata la gita al compagno down. Tutta la classe rinuncia per protesta

Calabria. Vietata la gita al compagno down. Tutta la classe rinuncia per protesta

Calabria. Vietata la gita al compagno down. Tutta la classe rinuncia per protesta
È quanto accaduto in una scuola media di Catanzaro. La dirigente scolastica aveva chiesto ai ragazzi di mentire al compagno disabile sulle future uscite ma i  ragazzi hanno deciso di essere solidali con il compagno e hanno scelto di rinunciare alla gita. I genitori del ragazzo hanno denunciato la donna alla polizia.

Un gesto di solidarietà verso un proprio compagno di classe, ma anche una dura presa di posizione contro un provvedimento discriminatorio. È quanto avvenuto in una scuola media di Catanzaro, dove gli alunni si sono rifiutati di andare in gita con l'istituto, a seguito del rifiuto opposto dalla dirigente alla partecipazione del loro compagno disabile all'uscita didattica della propria classe. La dirigente ha poi aggravato ulteriormente la propria posizione manifestando ai docenti l'intenzione di non autorizzare in futuro alcuna uscita dello studente, e chiedendo ai compagni dell'alunno down di non portare a conoscenza del ragazzo le date delle future gite in programmazione, motivando tale richiesta con la scarsa capacità dello stesso ad apprendere a causa della sua infermità genetica.

A rendere nota la vicenda ai quotidiani è stata Ida Mendicino, responsabile del coordinamento regionale per l'integrazione scolastica e Consulente legale nazionale dell'Associazione Sclerosi Tuberosa. “I genitori del ragazzo, affetto da sindrome di Down – ha spiegato – hanno dovuto ricorrere all'autorità di polizia per far rispettare il diritto allo studio del proprio figlio, in linea con la normativa di riferimento, in particolare con le note ministeriali che espressamente indicano nelle gite scolastiche un'opportunità fondamentale per la promozione dello sviluppo relazionale e formativo di ciascun alunno e per l'attuazione del processo di integrazione scolastica dello studente diversamente abile, nel pieno esercizio del diritto allo studio”.
 

24 Febbraio 2011

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