Calvizie. Il 15% degli adolescenti ha già i primi segni

Calvizie. Il 15% degli adolescenti ha già i primi segni

Calvizie. Il 15% degli adolescenti ha già i primi segni
Colpisce più di 11 milioni di italiani, tra cui molte donne, che costituiscono circa il 30% del totale (35% in età fertile e 50% in menopausa). A Roma esperti riuniti per il XIV Congresso Internazionale della Società italiana per la cura e chirurgia della calvizie.

Non è solo questione di genetica. Studi recenti hanno dimostrato che una dieta inadeguata, stress, alterazioni ormonali, infezioni, farmaci e uno scorretto stile di vita sono fattori che possono incidere pesantemente sulla perdita dei capelli. Un problema in continua crescita. In Italia la calvizie colpisce più di 11 milioni di italiani, tra i quali figurano molti soggetti giovani (il 15% dei ragazzi presenta già segni di diradamento in età adolescenziale) e molte donne, che costituiscono circa il 30% del totale (35% in età fertile e 50% in menopausa).
In Europa vivono oltre trenta milioni di calvi, 60 mila dei quali si sottopongono ogni anno al trapianto di capelli.

I numeri sono stati presentati oggi, alla vigilia dell’apertura, a Roma, del XIV Congresso Internazionale ISHR (Società italiana per la cura e chirurgia della calvizie), patrocinato dalla S.I.Tri, S.I.D.C.O, S.I.C.P.R.E. ed ISPLAD, che dal 24 maggio al 27 maggio vedrà coinvolti, tra dermatologi e chirurghi plastici, i più grandi studiosi italiani e stranieri, nell’ambito della chirurgia e della cura della calvizie.

L’evento scientifico biennale rappresenta un’importante occasione di confronto tra specialisti del settore, sui progressi della scienza e della tecnologia. Al momento, spiegano gli esperti, le tecniche chirurgiche più utilizzate sono rappresentate dalla F.U.T. (asportazione dei bulbi in blocco e separazione degli stessi al microscopio) e F.U.E. (asportazione dei bulbi singolarmente).
L'autotrapianto F.U.T. (Follicular Unit Transplantation) consiste nel prelievo di una striscia di cuoio capelluto asportata dalla regione occipitale, che è l’area donatrice ideale poiché non è soggetta alle influenze ormonali che favoriscono la caduta dei capelli. La striscia di cuoio capelluto appena prelevata viene “lavorata” da personale altamente specializzato, che mediante l’ausilio di microscopi ottici, provvede alla suddivisione dell’area in migliaia di unità follicolari da 1, 2, 3 o 4 bulbi. Gli innesti così ottenuti vengono quindi contati ed allineati a seconda della loro grandezza e trapiantati nell'area ricevente.

La tecnica F.U.E. (Follicular Unit Extraction) invece è un metodo considerato minimamente invasivo per il rinfoltimento dei capelli, perché non prevede l'utilizzo di losanghe di cuoio capelluto prelevate dalla regione nucale. Di contro per praticarla è necessario tagliare i capelli sino alla radice.

Le tecniche FUT e FUE possono essere utilizzate oltremodo in combinazione, al fine di aumentare la capacità della zona donatrice ed estrarre più innesti.

Nell’ambito del convegno verranno presentate anche le nuove acquisizioni sulle patologie del cuoio capelluto, i moderni trattamenti medici ed i nuovi orizzonti terapeutici a supporto della chirurgia, che spaziano dalle più recenti scoperte relative alle componenti genetiche, alla medicina rigenerativa, che attraverso il plasma arricchito di piastrine, cerca di stimolare le staminali presenti nei bulbi piliferi, fino al sistema misto, che consiste nell’affiancare all’autotrapianto, il sistema di infoltimento naturale.

“Oggi, la chirurgia della calvizie riesce ad ottenere risultati sorprendenti dal punto di vista della naturalezza, impensabile fino a qualche anno fa. Tuttavia la chirurgia ha i suoi limiti, in quanto lo specialista ridistribuisce il patrimonio di capelli residuo del paziente, prelevato dall’area donatrice, che talvolta non è sufficiente a coprire la zona da trattare nella sua totalità”, ha affermato Marco Toscani docente presso l’Università ‘Sapienza’ di Roma e Presidente del Congresso.

Con il sistema misto, chirurgia e infoltimento naturale, è possibile integrare i vantaggi dell’uno e dell’altro metodo: chirurgicamente si conferisce alta densità e naturalezza alle prime file anteriori con capelli trapiantati, le epitesi (protesi del capillizio) vengono poi applicate posteriormente per dare pari densità anche alle regioni coronali.

Proprio al sistema misto è dedicato un workshop, nella mattinata di domenica, che vede protagonista la Cesare Ragazzi Laboratories, con il sistema di infoltimento CNC (capelli naturali a contatto), tecnologia brevettata da oltre 40 anni. L’azienda leader nel trattamento non chirurgico della calvizie è stata di recente acquisita da Advicorp, società di investimento inglese, che ne sta curando lo sviluppo internazionale e il posizionamento sul mercato.
 

23 Maggio 2012

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