Consenso informato. Cittadinanzattiva presenta le “raccomandazioni civiche”

Consenso informato. Cittadinanzattiva presenta le “raccomandazioni civiche”

Consenso informato. Cittadinanzattiva presenta le “raccomandazioni civiche”
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di rendere effettivo il Diritto al Consenso previsto dalla Carta Europea dei diritti del malato di Cittadinanzattiva, anche alla luce delle recenti leggi sul consenso informato e sulle disposizioni anticipate di trattamento, nonché sulla sicurezza delle cure e sulla responsabilità professionale del personale sanitario.

Stando ai dati dell’ultimo rapporto Pit Salute, una persona su cinque fra quelle che hanno segnalato “difficoltà di accesso alla informazione ed alla documentazione sanitaria”, ha riscontrato difficoltà o problemi con il consenso informato. I cittadini raccontano di sentirsi disorientati o di nutrire dubbi rispetto all’intervento a cui dovranno sottoporsie, perché viene loro lasciato troppo poco tempo tra la consegna del modulo e l’esecuzione della prestazione; i Moduli di Consenso Informato risultano difficili da comprendere, ostici, troppo lunghi e tecnici. Vorrebbero ricevere più informazioni per poter scegliere e capire cosa accadrà.

La carenza di informazione, la mancata cura del percorso di consenso informato possono generare nei cittadini il dubbio di essere stati vittime di errore sanitario. Questo emerge dalla consulenza medico legale per casi di sospetta malpractice giunti nel 2016 alle sezioni del Tribunale per i diritti del malato. In un caso su tre, l’analisi della documentazione mostra un nesso di causalità, confermando quanto segnalato dal cittadino; nel 65% questo non è rilevabile, anche per carenze nella documentazione sanitaria. Ciò che può spingere erroneamente il cittadino a ritenere di essere vittima di malpractice è in un caso su tre la carenza di informazione, oppure incomprensione (35%), o scarsa umanizzazione (33%).

Il Rapporto sulla Cartella clinica di Cittadinanzattiva, inoltre, mostra che nell’80% delle cartelle cliniche il consenso è presente; che nella maggior parte dei casi risulta leggibile in ogni sua parte (77,5%); non contiene dettagli tecnici sul tipo di intervento (68,3%), sui rischi e sulle complicanze (56,1%), sulla prognosi post trattamento (85,4%) e sulle alternative terapeutiche (87,8%).

“Con questa iniziativa – spiega Tonino Aceti, Coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva – vogliamo rilanciare l’impegno del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva su un tema, quello del diritto al consenso, che qualifica la relazione ed il rapporto di fiducia tra cittadini, professionisti sanitari e Servizio Sanitario Nazionale. Esprimere un consenso davvero informato dovrebbe rappresentare un momento specifico di un più ampio processo di comunicazione e ascolto tra professionisti e cittadini. Un processo che dovrebbe essere dinamico e continuativo, e non al contrario esaurirsi con la sola firma di un modulo come purtroppo in alcuni casi accade oggi”.

“Comunicazione, cura della relazione e consenso davvero informato rappresentano strumenti per garantire un ruolo attivo della persona nel percorso di cura – prosegue Aceti -, per prevenire e gestire il rischio clinico, per ridurre il contenzioso e quindi contribuire alla sostenibilità del Ssn, oltre che per ridurre le asimmetrie informative. Nonostante per legge il tempo della comunicazione sia considerato vero e proprio tempo di cura, esistono decisioni assunte da alcune Regioni e Aziende sanitarie che vanno esattamente nel senso opposto come i cosiddetti tempari e il minutaggio del personale. La sfida è dare all’interno delle organizzazioni sanitarie sostanziale dignità ed effettività al tempo della comunicazione e dell’ascolto. Per questo chiediamo al Ministero della Salute di realizzare una Raccomandazione Ministeriale sui requisiti di qualità del percorso di acquisizione del consenso informato e la relativa attivazione di un gruppo di lavoro che coinvolga anche organizzazioni di cittadini e pazienti, Società Scientifiche, Ordini Professionali, esperti sul tema”.

“Il consenso informato è un diritto/dovere del malato, una norma di buon senso e un principio giuridico che trova fondamento nella Costituzione e in numerose Convenzioni e Carte internazionali”. È quanto dichiara Andrea Urbani, Direttore Generale della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute, che aggiunge: “Al di là delle varie norme che ne disciplinano il rispetto, questo principio cardine della cura della salute va onorato nella quotidianità, in quel complesso e dinamico rapporto tra medico e paziente che inevitabilmente riflette il confronto tra decisori politici, comunità scientifica e opinione pubblica”.

“A Cittadinanzattiva – continua Urbani – va il merito di aver promosso un approfondimento di alto livello, un utile contributo alla definizione della corretta attuazione di questo diritto/dovere, con particolare interesse al punto di vista del cittadino-paziente che inevitabilmente interpreta il ruolo più ‘difficile’ della partita. Per questo, il Ministero della Salute garantisce la massima attenzione ai risultati di questo seminario, con l’obiettivo finale – condiviso da tutti – di migliorare le modalità di acquisizione del consenso informato”.

Ecco alcuni degli elementi essenziali per un effettivo percorso di acquisizione di un consenso davvero informato. E’ necessario garantire: spazi dedicati, accoglienti e rispettosi della privacy; tempi adeguati da dedicare alla comunicazione con l’interessato, cui riconoscere anche valore economico nel processo di formazione delle tariffe e della prestazione di percorsi; un dialogo che consenta di esprimere bisogni/aspettative o eventuali incomprensioni oltre che verificare quanto la persona abbia compreso; informazioni complete sull’intero percorso di cura e sulle eventuali implicazioni/limitazioni che l’intervento potrà avere nei vari aspetti della vita quotidiana ecc.; formazione dei professionisti sanitari su relazione, comunicazione e percorso di acquisizione del consenso, sia nel percorso universitario, sia nell’Ecm; organicità ed uniformità nei documenti che raccolgono il Consenso Informato e livelli essenziali di informazione.
 
Essi dovrebbero contenere: linguaggio semplice, fruibile e comprensibile; alternative possibili rispetto al trattamento consigliato, anche laddove non eseguibile nella struttura, comprese le percentuali di successo e di rischio;tipologia dei dispositivi proposti e quelli disponibili, comprese caratteristiche tecniche, durata/usura e necessità/possibilità di re-interventi; dati statistici sulle performance della struttura; l’indicazione che firmare il modulo non costituisce esenzione di responsabilità nell’esecuzione della prestazione.

Hanno contribuito al lavoro: Acoi, Aisc; Apdic, Azienda Usl di Modena, Centro Gestione Rischio Clinico e Sicurezza del Paziente della Regione Toscana, Fand,Federazione delle Società di Psicologia, Federsanita Anci, Fism, Parkinson Italia. Boston scientific ha offerto il proprio sostegno non condizionato all’iniziativa.

16 Febbraio 2018

© Riproduzione riservata

Tragedia in Bosnia. Fnomceo: “Il cordoglio dei medici e degli odontoiatri italiani. Vicini alle famiglie e ai feriti”
Tragedia in Bosnia. Fnomceo: “Il cordoglio dei medici e degli odontoiatri italiani. Vicini alle famiglie e ai feriti”

La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri manifesta cordoglio per la morte di Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci, appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce...

Influenza. Riparte la campagna di prevenzione Sip “Copriamoli bene”
Influenza. Riparte la campagna di prevenzione Sip “Copriamoli bene”

Ogni anno in Italia circa 15 milioni di persone si ammalano di influenza. I bambini in età prescolare e scolare sono tra i più colpiti, con un rischio di contrarre...

Farmaci illegali e trattamenti estetici abusivi: scoperto falso medico, nel mirino oltre cento interventi
Farmaci illegali e trattamenti estetici abusivi: scoperto falso medico, nel mirino oltre cento interventi

La scoperta di venti fiale di un farmaco, dichiarate “cosmetici” per eludere i controlli doganali, hanno portato al sequestro di uno studio abusivo per trattamenti estetici nella provincia di Verona...

Hiv. In Italia 15mila persone convivono con il virus senza saperlo. Sei diagnosi su dieci arrivano troppo tardi. Il costo sfiora un miliardo l’anno
Hiv. In Italia 15mila persone convivono con il virus senza saperlo. Sei diagnosi su dieci arrivano troppo tardi. Il costo sfiora un miliardo l’anno

In Italia circa 15mila persone vivono con l’Hiv senza saperlo, sei nuove diagnosi su dieci arrivano quando il sistema immunitario è già compromesso e il costo complessivo dell’infezione per il...