Covid. Senior Italia FederAnziani: “Solo nella prima metà di febbraio 5.319 morti. Chiediamo cambio di passo nella campagna vaccinale”

Covid. Senior Italia FederAnziani: “Solo nella prima metà di febbraio 5.319 morti. Chiediamo cambio di passo nella campagna vaccinale”

Covid. Senior Italia FederAnziani: “Solo nella prima metà di febbraio 5.319 morti. Chiediamo cambio di passo nella campagna vaccinale”
Il presidente Roberto Messina: "Crediamo sia necessario mettere in campo tutte le forze possibili, moltiplicare i punti vaccinali, utilizzare se necessario gli specializzandi, la sanità militare, la protezione civile, pur di garantire che la macchina della vaccinazione sia pronta a sostenere l’arrivo imminente di milioni di dosi. Guardiamo inoltre con interesse la raccomandazione degli esperti dell’Oms all’utilizzo del vaccino AstraZeneca per gli over 65".

"Si conferma l’ecatombe di anziani a causa del Covid anche nella prima metà di febbraio. Come avevamo già ipotizzato nel corso del mese di gennaio, di questo passo il rischio è di arrivare a giugno a un numero di decessi compreso tra i cinquantamila (con 303 morti al giorno) e gli ottantamila (con 484 morti al giorno). Una previsione purtroppo confermata anche dai dati della prima quindicina di febbraio, periodo che ha visto 5.319 decessi che, sommati a quelli del mese di gennaio (14.357), portano a un totale di 19.676 dall’inizio dell’anno. Si tratta prevalentemente di persone anziane. L’età media dei pazienti deceduti e positivi a Sars-CoV-2, infatti, secondo l’ultimo aggiornamento Iss è salita a 81 anni". 
 
Così in una nota Senior Italia FederAnziani commenta l'attuale situaizone epidemiologica.

"Abbiamo visto la campagna vaccinale partire al rallentatore, e le difficoltà logistiche sommarsi a quelle burocratiche e tecnologiche – dichiara il Presidente di Senior Italia FederAnziani Roberto Messina – Ancora una volta ci siamo scontrati con la complessità di un sistema che include al proprio interno 20 sistemi sanitari diversi, ciascuno dei quali viaggia con modalità e tempi propri, in modo che i pazienti d’Italia si trovano ad avere speranze di sopravvivenza diverse a seconda del territorio in cui hanno la fortuna o sfortuna di vivere. L’auspicio è che il neonato governo Draghi possa, congiuntamente alle Regioni, imprimere una svolta alla campagna, attraverso una riorganizzazione logistica che affronti i due problemi principali: quello dell’approvvigionamento dei vaccini e quello della somministrazione".
 
"Crediamo sia necessario mettere in campo tutte le forze possibili, moltiplicare i punti vaccinali, utilizzare se necessario gli specializzandi, la sanità militare, la protezione civile, pur di garantire che la macchina della vaccinazione sia pronta a sostenere l’arrivo imminente di milioni di dosi. Guardiamo inoltre con interesse la raccomandazione degli esperti dell’Oms all’utilizzo del vaccino AstraZeneca per gli over 65 (a eccezione degli over 80 e dei fragili), poiché l’ampia disponibilità di tale vaccino, che può essere somministrato capillarmente dai medici di famiglia, potrebbe imprimere alla campagna vaccinale un ulteriore slancio. Le Regioni hanno bisogno di essere messe rapidamente in condizione di vaccinare in fretta la popolazione. Ci auguriamo anche che procedano speditamente le procedure necessarie a immettere sul mercato gli altri vaccini, ormai in fase avanzata di sperimentazione, perché il rischio è non riuscire ad arrivare in tempi celeri all’immunità di gregge necessaria a salvare decine di migliaia di vite", conclude.

16 Febbraio 2021

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