Covid. “Senza il camice bianco siamo solo persone…”. Anche la musica in campo

Covid. “Senza il camice bianco siamo solo persone…”. Anche la musica in campo

Covid. “Senza il camice bianco siamo solo persone…”. Anche la musica in campo
Giulia Molino, ventenne della Campania, ha portato in versi Medici, Infermieri e Professionisti della Sanità, con le loro sofferenze ma anche la grinta nascosta sotto il “camice bianco”; persone, prima che operatori: sentimenti che si mescolano ai doveri ineluttabili di un ruolo severo. Molti sono stati i cantanti (da Vicario, a J Ax, ad Elisa) che hanno dato un contributo nazional-popolare per la vittoria su un nemico invisibile

Sin dal principio dell’emergenza Covid-19 finestre, balconi, terrazzi e giardini delle case italiane hanno propagato musiche e canzoni, fossero state di natura patriottica, poetica o anche solo ritmica, dai cittadini sono state viste come una spinta alla resilienza, se non addirittura al riscatto di una popolazione che sempre ha trovato nel canto il proprio comun denominatore antropologico.

Molti sono stati i cantautori (ma soprattutto le cantautrici) che hanno voluto tramutare in versi e in note i sentimenti d’Italia. Le musiche del Sanremo scorso, ad esempio, sono risuonate forti non meno del Canto degli Italiani di Mameli, penetrando in profondità dentro quel “DNA storico-mediatico” che fa i “sogni” di una Nazione.

Una ragazza, classe 1999, Giulia Molino, ha scritto e interpretato a maggio un singolo inedito che è già un cult: Camice Bianco. “C’è chi trascorre le proprie giornate fra le mura di un ospedale, sperando di sopravvivere. Altri vorrebbero riabbracciare le persone che amano. E poi ci sono loro: Medici, Infermieri, volontari, che ogni santo giorno dedicano la propria esistenza al prossimo. Dimentichiamo che dietro quelle mascherine, dietro quegli sguardi, ci sono anzitutto delle persone. Questo è un brano che ho scritto di getto, pensando a tutto ciò che ci accade intorno”, ha affermato questa giovane cantautrice di Scafati, in provincia di Salerno.

Persone, prima di ogni cosa. Umanità, innanzitutto. Ed eroi sì, ma in quanto donne e uomini fatti di slanci come di angosce: “Sono quasi dieci ore che mi reggo in piedi, / girando tra barelle e corridoi pieni”. E ancora: “Ho il viso dilaniato di chi avverte l’impotenza / e piango di nascosto ma non è una debolezza / la sera torno a casa e tolgo il mio mantello bianco”.

Altri, come la cantautrice Margherita Vicario (Pincio) hanno voluto dare forza ai giovani in quarantena, oppure hanno donato ottimismo, come Elisa con Andrà tutto bene (featuring Tommaso Paradiso), il ‘mantra’ ormai noto di mamme e bambini. Infine, il rapper J Ax, con Una voglia assurda, ha esorcizzato tematiche quali il distanziamento e le separazioni, forse provando a non far deragliare gli italiani verso la fobia sociale.

Lorenzo Proia

03 Giugno 2020

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