Diabete. Inidonea a fare la Capostazione perché diabetica. Ma lei fa ricorso e vince

Diabete. Inidonea a fare la Capostazione perché diabetica. Ma lei fa ricorso e vince

Diabete. Inidonea a fare la Capostazione perché diabetica. Ma lei fa ricorso e vince
I giudici di secondo grado hanno certificato che il diabete di tipo 1, in controllo ottimale, non preclude ruoli delicati e complessi, come quello di capostazione. Benini (Fand): “La sentenza è un risultato fondamentale” e apre nuovi scenari sulla valutazione di idoneità all’assunzione per i diabetici

È stato confermato in appello il giudizio di primo grado nella causa tra Chiara, considerata inidonea a fare la capostazione perché diabetica, e la Rete Ferroviaria Italiana. I giudici di secondo grado certificano che il diabete di tipo 1, in controllo ottimale, non preclude ruoli delicati e complessi, come il capostazione. La sentenza di appello apre nuovi scenari sulla valutazione di idoneità all’assunzione per i diabetici. Piena soddisfazione espressa da Fand-Associazione Italiana Diabetici.

Vuoi fare la capostazione? “No, con il diabete non si può!”. A Chiara avevano detto che non era idonea a fare la capostazione perché diabetica. Chiara si era rivolta al giudice, contro la decisione di Rfi, la Rete ferroviaria italiana, società che gestisce le infrastrutture ferroviarie a livello nazionale. Poco più di un anno fa, Rfi e Inps, che avevano dichiarato l’inidoneità, erano state condannate a ritirare l’atto e rifondere la ricorrente, per condotta di natura discriminatoria.

La Corte ha indicato che anche una persona con diabete tipo 1, in condizioni di controllo ottimale della malattia, gestita con idonei dispositivi medici che sostanzialmente annullano il rischio di ipoglicemia, ha diritto a svolgere ruoli delicati come quello di capostazione.

Soddisfazione è stata espressa da Emilio Augusto Benini, Presidente nazionale Fand – Associazione italiana diabetici: “La sentenza è un risultato fondamentale, frutto della determinazione e soprattutto della sinergia e piena collaborazione tra pazienti, medici, e associazioni. Certifica che una persona con diabete, anche se indossa un microinfusore di insulina o deve ogni tanto controllarsi la glicemia, non è di certo impedita nello svolgimento al meglio del proprio lavoro, anche il più complesso”.

“La sentenza di appello apre nuovi scenari sulla valutazione di idoneità all’assunzione per i diabetici. Certifica finalmente che chi si avvale delle più recenti tecnologie non ha alcun impedimento a svolgere qualsiasi attività lavorativa” ha dichiarato Giuseppe Boriello, Presidente della Federazione nazionale diabete giovanile, federata Fand.

02 Maggio 2023

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