Diabete. Verso una partnership tra Italia e Qatar

Diabete. Verso una partnership tra Italia e Qatar

Diabete. Verso una partnership tra Italia e Qatar
Una delegazione del ministero della Salute del Qatar ha visitato l’Università di Tor Vergata per avviare una collaborazione nell’ambito della prevenzione e cura del diabete, malattia che nel Golfo colpisce quasi il 12% della popolazione.

Una rappresentanza del Ministero della Salute del Qatar ha visitato oggi l’Italian Diabetes Barometer Observatory dell’Università di Roma Tor Vergata, per avviare una collaborazione con l’ateneo romano nell’ambito della prevenzione e cura del diabete, promuovendo progetti di eccellenza nell’ambito della prevenzione e nel monitoraggio degli outcome clinici ed economici correlati a questa patologia.
 
Renato Lauro, Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata e Presidente dell’Italian Barometer Diabetes Observatory e, di recente nominato membro della Qatar Foundation, ha illustrato alla delegazione del Qatar, le strategie nella lotta al diabete nel nostro Paese, aprendo, di fatto, con questo incontro, una collaborazione con l’Emirato arabo, dove il diabete è una vera e propria emergenza sanitaria. Questo sarà possibile attraverso un accordo di programma che verrà firmato nei prossimi mesi e che permetterà a un’equipe di ricercatori italiani di sviluppare nei prossimi anni programmi di ricerca e prevenzione nell’emirato arabo, coinvolgendo in questo la Qatar Foundation.
 
“Il diabete è anche una questione di fondamentale importanza per il Qatar, e in tutti i Paesi del Golfo Arabico. – ha spiegato Lauro  – Il diabete colpisce quasi il 12% della popolazione del Golfo, con un tasso due volte più elevato che nel resto del mondo. Dunque siamo in presenza di una vera emergenza che il governo del Qatar deve affrontare attraverso modelli di prevenzione, diagnosi e trattamento precoce. Da qui l’interesse verso modelli di eccellenza come quelli che stiamo sviluppando all’Università di Roma Tor Vergata, sia attraverso l’Observatory, che con l’Health Prevention Institute”.
 
Nella regione del Golfo e nei Paesi arabi del Nord Africa, 33 milioni di persone soffrono di diabete, e nel 2030 il numero sarà destinato a raddoppiare. Mentre nei Paesi occidentali industrializzati si evince una maggior diffusione del diabete soprattutto nelle classi più povere, nella regione del Golfo i più colpiti sono le persone più ricche.
Nel giro di due generazioni, lo stile di vita è radicalmente cambiato: il lavoro fisico è interamente nelle mani dei lavoratori stranieri e l’alimentazione è caratterizzata da un’abbondanza di zuccheri e grassi.
 
Sarà quindi necessario un grande impegno nell’educare la popolazione e nel renderla consapevole di questi rischi. L’International Diabetes Foundation (IDF) ha di recente pubblicato alcuni dati sull’incidenza del diabete nei Paesi del Golfo Arabo, con numeri veramente impressionanti: in Qatar la rilevanza del diabete è del 20.2%, negli Emirati Arabi Uniti è del 19.2%, nel Bahrain del 19.9%, nel Kuwait del 21.1%, in Arabia Saudita del 20.0% e in Oman del 10.5%.
 
Questi dati evidenziano come circa 215.000 persone vivano con il diabete in Qatar e sempre l’IDF ha stimato che nel 2010, nello stesso Paese, il costo per paziente sia stato di 2.269 dollari. Ma la preoccupazione maggiore dei Governanti dell’Emirato Arabo è sull’aspettativa e la qualità di vita della propria popolazione nel prossimo futuro.
 
L’emirato arabo ha investito il 2,8% del PIL, 3,5 miliardi di dollari lo scorso anno, in ricerca e formazione in tre aree principali: tecnologie informatiche, energia, e soprattutto salute.
Per questo è importante la ricerca di partnership internazionali a livello accademico, come quella con l’Università di Roma Tor Vergata e con l’Italian Barometer Diabetes Obervatory, oltre a sinergie con grandi gruppi industriali, già in parte realizzate, attraverso il progetto “Action in diabetes”.
 
Nel corso della sua visita in Italia la delegazione del Qatar ha incontrato i membri della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato, i rappresentanti del ministero della Salute, delle Società scientifiche e altri esperti italiani nel campo del diabete e della prevenzione cardiometabolica.
 
Particolare interesse la delegazione del Qatar, oltre che al modello organizzativo e legislativo Italiano nella lotta al diabete, ha rivolto al modello sviluppato dall’Italian Barometer Diabetes Observatory e dall’Health Prevention Institute, oltre ai progetti di monitoraggio e analisi sviluppati dagli Annali AMD e dall’Health Search/SISSI di SIMG e CEIS di Tor Vergata

08 Marzo 2012

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