Ebola in Congo. Oltre 2.100 casi e 828 decessi. Secondo operatore Usa evacuato e curato in Germania

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L’epidemia continua a espandersi nel Paese africano, con 2.124 casi confermati. In Uganda, invece, non si registrano nuovi contagi dal 21 giugno ed è iniziato il periodo di sorveglianza di 42 giorni che precede la dichiarazione di fine focolaio. Proseguono le attività di risposta coordinate dall’Oms e dai partner internazionali.

L’epidemia continua a espandersi nel Paese africano, con 2.124 casi confermati: 2.124 nella Repubblica Democratica del Congo (compresi due casi diagnosticati nel Paese e successivamente trattati in Germania), 20 in Uganda e uno in Francia. In totale sono stati registrati 830 decessi, di cui due in Uganda, paese dove invece, non si registrano nuovi contagi dal 21 giugno ed è iniziato il periodo di sorveglianza di 42 giorni che precede la dichiarazione di fine focolaio. Proseguono le attività di risposta coordinate dall’Oms e dai partner internazionali.

L’epidemia di malattia da virus Ebola causata dal virus Bundibugyo (BVD) continua a colpire la Repubblica Democratica del Congo, dove la trasmissione resta sostenuta e il bilancio dei contagi e dei decessi continua ad aggravarsi. Al 15 luglio 2026 sono stati segnalati complessivamente 2.124 casi confermati: 2.124 nella Repubblica Democratica del Congo (compresi due casi diagnosticati nel Paese e successivamente trattati in Germania), 20 in Uganda e uno in Francia. Sono stati 828 i decessi.

Il 13 luglio le autorità tedesche hanno notificato all’Organizzazione mondiale della sanità un caso confermato in laboratorio di malattia da virus Ebola causata dal virus Bundibugyo in un operatore umanitario statunitense evacuato per motivi medici dalla Repubblica Democratica del Congo. Si tratta del secondo cittadino degli Stati Uniti trasferito in Germania per ricevere cure specialistiche, a testimonianza del continuo impegno della risposta internazionale all’epidemia.

In Uganda, invece, non sono stati segnalati nuovi casi dal 21 giugno 2026. L’ultimo paziente è stato dimesso dal centro di trattamento il 16 luglio dopo aver ottenuto due risultati negativi consecutivi ai test di laboratorio. Il Paese ha quindi avviato il previsto periodo di 42 giorni di sorveglianza rafforzata, necessario prima che possa essere dichiarata ufficialmente la fine dell’epidemia.

Le autorità nazionali della Repubblica Democratica del Congo e dell’Uganda, in collaborazione con l’OMS e i partner internazionali, continuano ad attuare un’ampia gamma di misure di risposta, tra cui il rafforzamento della sorveglianza epidemiologica, il tracciamento dei contatti, la gestione clinica dei casi e le attività di prevenzione e controllo delle infezioni.

20 Luglio 2026

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