Ebola. In Congo oltre 8.700 casi e 4.200 morti. Primo caso importato in Kenya, paziente deceduto

Ebola. In Congo oltre 8.700 casi e 4.200 morti. Primo caso importato in Kenya, paziente deceduto

Ebola. In Congo oltre 8.700 casi e 4.200 morti. Primo caso importato in Kenya, paziente deceduto

L’epidemia continua a espandersi nella Repubblica Democratica del Congo, con un tasso di letalità del 48,2% e 64 zone sanitarie coinvolte in sette province. L’Oms segnala un caso importato in Kenya, dopo un viaggio attraverso l’Uganda, e l’evacuazione nei Paesi Bassi di un operatore sanitario risultato positivo al virus. Avviato il tracciamento dei contatti.

Continua a espandersi l’epidemia di malattia da virus Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo, mentre si registrano nuovi casi collegati al Paese anche oltre i confini nazionali. Al 6 ottobre 2026, il bilancio è salito a 8.728 casi confermati e 4.205 decessi, con un tasso di letalità del 48,2%.

Questo il bilancio dell’ultimo Rapporto Oms che segnala inoltre un caso importato in Kenya, conclusosi con il decesso del paziente, e il trasferimento nei Paesi Bassi di un operatore sanitario risultato positivo al virus.

Primo caso importato in Kenya: paziente deceduto Il 5 ottobre l’Oms è stata informata di un caso di malattia da virus Bundibugyo confermato in laboratorio in Kenya. Il paziente, proveniente dalla Repubblica Democratica del Congo, aveva raggiunto il Paese transitando attraverso l’Uganda. Ricoverato e sottoposto a trattamento in Kenya, è deceduto il 5 ottobre. Le autorità sanitarie di Kenya e Uganda hanno avviato misure di risposta di sanità pubblica, tra cui il tracciamento dei contatti, per contenere il rischio di ulteriori trasmissioni.

L’epidemia si estende a 64 zone sanitarie Rispetto al precedente aggiornamento dell’Oms del 25 settembre, l’epidemia nella Repubblica Democratica del Congo ha raggiunto un’ulteriore zona sanitaria, quella di Alimbongo, nel Kivu settentrionale, ampliando la propria diffusione geografica, pur rimanendo concentrata nella parte orientale del Paese.

Complessivamente, i casi sono stati segnalati in 64 zone sanitarie distribuite in sette delle 26 province congolesi: Bas-Uélé, Haut-Uélé, Ituri, Kivu settentrionale, Kivu meridionale, Sud Ubangi e Tshopo.

A livello nazionale, la trasmissione rimane intensa, sebbene con andamenti differenti tra le aree colpite. In alcune zone emergono segnali di rallentamento, mentre in altre l’epidemia continua a crescere. Nelle ultime tre settimane epidemiologiche completate, i nuovi casi settimanali sono aumentati del 2,5%, passando da 475 a 487, mentre i decessi settimanali sono rimasti sostanzialmente stabili, passando da 222 a 224.

Mortalità elevata e ritardi nell’accesso alle cure Uno degli aspetti più critici evidenziati dall’Oms riguarda l’elevata mortalità e il numero di decessi che continuano a verificarsi al di fuori delle strutture di trattamento. Dall’ultimo aggiornamento epidemiologico, dei 372 decessi segnalati, 264 si sono verificati nelle comunità e soltanto 108 nei centri di trattamento.

Secondo l’Oms, questi dati continuano a indicare ritardi nell’identificazione della malattia e nell’accesso a cure appropriate, in un contesto in cui il rapporto di letalità rimane particolarmente elevato.

Operatore sanitario trasferito nei Paesi Bassi Il 1° ottobre, infine, i Paesi Bassi hanno segnalato l’evacuazione medica dalla Repubblica Democratica del Congo di un operatore sanitario risultato positivo al virus Bundibugyo mediante test PCR. Al momento della segnalazione, il paziente era in trattamento nei Paesi Bassi.

09 Ottobre 2026

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