Eternit: condanna a 16 anni di carcere per i manager dell’azienda che ha intossicato l’Italia

Eternit: condanna a 16 anni di carcere per i manager dell’azienda che ha intossicato l’Italia

Eternit: condanna a 16 anni di carcere per i manager dell’azienda che ha intossicato l’Italia
Giunto al termine il processo per disastro ambientale doloso e omissione di cautele antinfortunistiche per i vertici dell’azienda che produceva amianto in quattro diversi stabilimenti in Italia. Entrambi gli imputati sono stati dichiarati colpevoli e dovranno scontare 16 anni di carcere.

La notizia è di poco fa: i due imputati per il processo Eternit, Stephan Schmidheiny e Louis De Cartier De Marchienne, sono stati condannati a 16 anni di carcere ciascuno. L’attesissimo verdetto è stato emanato dal tribunale di Torino, che ha leggermente ridotto le richieste dell’accusa, che chiedeva 20 anni di reclusione. L’accusa per la quale i due manager della Eternit AG sono stati dichiarati colpevoli era quella di aver continuato a mantenere operative le loro fabbriche di amianto a Cavagnolo (Torino), Casale Monferrato (Alessandria), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli), nonostante sapessero che questo materiale fosse altamente cancerogeno e dunque letale.

I due imputati sono dunque stati processati dalla procura torinese per i reati di disastro ambientale doloso e di omissione di cautele antinfortunistiche, in un periodo di diversi decenni, a partire dal 1952. Come avevamo già raccontato, forse la situazione più emblematica si trova a Casale Monferrato, dove i morti e i malati di tumore individuati tra lavoratori e cittadini sono addirittura alcune migliaia, e non accennano a diminuire a distanza di anni da quando le fabbriche sono state chiuse.
La polvere di amianto prodotta dagli stabilimenti durante la produzione è infatti carcinogena, essendo stata riconosciuta causa, sul lungo periodo, del mesotelioma, una forma di tumore particolarmente aggressiva che colpisce in particolare la pleura. Questo tipo di patologia è particolarmente resistente ai farmaci e per questo presenta percentuali di sopravvivenza dal momento della diagnosi piuttosto basse.

I due manager sono stati dichiarati colpevoli proprio di aver continuato per profitto personale a produrre il materiale e a disperdere fumi tossici nel territorio per decenni nelle zone d’Italia, dove erano presenti gli stabilimenti di produzione. “È il più grande processo nella storia e nel mondo in materia di sicurezza sul lavoro”, aveva spiegato il pubblico ministero Raffaele Guariniello prima della conclusione del processo. “In questo modo abbiamo dimostrato che si può lavorare e ottenere giustizia”.

Laura Berardi

13 Febbraio 2012

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