Eutanasia: Australia censura spot tv per chiedere una legge

Eutanasia: Australia censura spot tv per chiedere una legge

Eutanasia: Australia censura spot tv per chiedere una legge
Per l’ente di controllo della tv commerciale australiana è “promozione al suicidio”. Il gruppo pro-eutanasia Exit International, che ha prodotto il filmato, si difende: è libertà di parola e diritto a sollecitare riforme di legge.

“L’85% degli australiani è a favore dell’eutanasia volontaria. Il nostro Governo no”. Con questo messaggio termina lo spot televisivo creato dal gruppo australiano pro-eutanasia Exit International e censurato dall’ente di controllo della tv commerciale perché “promuove il suicidio”, che è un atto illegale.
Una vicenda che ha fatto il giro del mondo e riacceso il dibattito nel Paese dove, in parte e per un breve periodo, l’eutanasia è stata realtà. L’Australia, infatti, ha un ordinamento federale e nel 1996 approvò una legge sull’eutanasia poi revocata dal parlamento federale. Tre persone si sottoposero ad eutanasia in quel periodo. E gli interventi furono eseguiti dal dottor Philip Nitschke, direttore di Exit International, il gruppo promotore dello spot censurato. Il primo realizzato dopo anni di lotta per l’approvazione di una legge sull’eutanasia.

Nello spot (visibile a fondo pagina) un uomo dall’aria emaciata, seduto sul letto, parla della sua vita. E parla al Governo:
“La vita è tutta fatta di scelte. Ho scelto di andare all’università e studiare ingegneria. Mentre ero lì, ho deciso di godermi la vita. Ho deciso di sposare Tina e di avere due splendidi figli. Ho deciso di guidare una Ford. Ma non ho deciso di essere un malato terminale. Non ho deciso di morire di fame perché mangiare è diventato come ingoiare una lama di rasoio. E certamente non ho deciso di dover guardare la mia famiglia attraversare tutto questo. Io ho fatto la mia scelta. Ho solo bisogno che il Governo mi ascolti”.
E poi appare la frase: “L’85% degli australiani è a favore dell’eutanasia volontaria. Il nostro Governo no”.
“Oggi ci sono numerosi Paesi che hanno una legislazione sull’eutanasia”, ricorda Philip Nitschke, che sulla decisione dell’ente regolatore di fermare lo spot commenta: “In una società democratica, la libertà di promuovere la riforma di una legge è un diritto. In Australia, invece, ci viene negato qualsiasi confronto politico su una materia che è di grande importanza per la società”. Lo spot, intanto, resterà visibile sul sito ufficiale dell’associazione, www.exitinternational.net
 

15 Settembre 2010

© Riproduzione riservata

Fentanyl. Perquisizioni al Parini di Aosta, oltre 5 mila dosi prescritte illecitamente ad amici. Indagato un medico
Fentanyl. Perquisizioni al Parini di Aosta, oltre 5 mila dosi prescritte illecitamente ad amici. Indagato un medico

Perquisizione in corso all’ospedale “Umberto Parini” di Aosta su un sospetto giro di prescrizioni illecite di Fentanyl, l’oppioide sintetico cento volte più potente della morfina, usato nei nosocomi per la...

Dati sanitari. Il Garante privacy sanziona Iqvia per 7 milioni di euro. Non anonimi i dati di un milione di pazienti di 800 medici di famiglia
Dati sanitari. Il Garante privacy sanziona Iqvia per 7 milioni di euro. Non anonimi i dati di un milione di pazienti di 800 medici di famiglia

Il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato IQVIA Solutions Italy S.r.l. per 7 milioni di euro. Lo comunica il Garante in una nota. La società, parte di...

Salute mentale. Ecco il vademecum per usare le parole giuste e contrastare lo stigma
Salute mentale. Ecco il vademecum per usare le parole giuste e contrastare lo stigma

Le parole, le narrazioni e le rappresentazioni sociali contribuiscono a costruire il modo in cui la salute mentale e il disagio psichico vengono percepiti. Possono influenzare la richiesta di aiuto,...

Aborto. Cgil: “Donne sicure e libere di scegliere. La 194 va garantita, non soltanto difesa”
Aborto. Cgil: “Donne sicure e libere di scegliere. La 194 va garantita, non soltanto difesa”

“Il diritto all’aborto non può esistere soltanto sulla carta. Deve poter essere esercitato realmente, in sicurezza, gratuitamente e senza che il luogo in cui una donna vive determini la possibilità...