Giornata nazionale del sollievo. La Regione Umbria premiata con la “gerbera d’oro 2014”

Giornata nazionale del sollievo. La Regione Umbria premiata con la “gerbera d’oro 2014”

Giornata nazionale del sollievo. La Regione Umbria premiata con la “gerbera d’oro 2014”
La Conferenza delle Regioni e la fondazione nazionale Gigi Ghirotti, dopo aver valutato 22 progetti giunti da 10 Regioni, hanno deciso di premiare un progetto portato avanti dal reparto di struttura complessa di oncologia medica delle aziende di Perugia e Terni. Marini: "Un'iniziativa ci ha permesso di promuovere l’integrazione delle cure palliative nel sistema delle cure domiciliari”.

Va all’Umbria la Gerbera d’oro 2014. Il riconoscimento è assegnato dalla Conferenza delle Regioni e la fondazione nazionale Gigi Ghirotti a quelle strutture sanitarie che, proprio partendo dalla centralità della persona malata, si sono distinte nel sollievo e nell’affrancamento dal dolore inutile attraverso, non solo le cure palliative ma anche con il sostegno psicologico e quel bene prezioso che è la capacità di rapportarsi umanamente. Quest’anno sono stati valutati 22 progetti, giunti da 10 Regioni.
 
“Non nascondo la soddisfazione per veder oggi riconosciuto l’impegno della Regione attraverso l’assegnazione della “Gerbera d’oro” proprio all’Umbria (per un progetto portato avanti dal reparto di struttura complessa di oncologia medica delle aziende di Perugia e Terni delle aziende territoriali USL Umbria 1 e USL Umbria 2). È un’iniziativa – ha spiegato la presidente della regione Umbria, Catiuscia Marini – che unendo energia, competenze e professionalità ci ha permesso di promuovere l’integrazione delle cure palliative nel sistema delle cure domiciliari”.
 
Vanno poi citati gli altri 2 progetti che hanno ricevuto una specifica menzione nella edizione 2014 della “Gerbera d’oro”: il primo è quello della Regione Lombardia per un progetto – presentato della struttura complessa di oncologia, fondazione Irccs, policlinico San Matteo di Pavia – teso a divulgare informazioni e a fare formazione sugli aspetti palliativi delle cure, puntando proprio sulle dinamiche relazionali che intercorrono tra pazienti, familiari ed equipe curante. Il secondo arriva invece dalla Regione Molise: un progetto presentato dall’hospice azienda sanitaria regionale che riguarda un tema delicatissimo ovvero quello relativo alla situazione dei fratelli e delle sorelle di bambini malati che si trovano a vivere uno stadio avanzato o terminale della loro malattia.
 
 “La lotta al dolore e le cure palliative devono essere considerate come caratteristiche fondanti di un moderno servizio sanitario nazionale”, ha poi spiegato Catiuscia Marini, Presidente della Regione Umbria e Coordinatore vicario della Commissione salute per la Conferenza delle Regioni, intervenendo alla conferenza stampa. “Dal varo della Legge 38 del 2010 ad oggi le Regioni, d’intesa con il Ministero della Salute, hanno compiuto diversi passi in avanti. La rete degli hospice – ha proseguito la Presidente dell’Umbria – è ormai una realtà in molte Regioni italiane e si sta procedendo anche in una più capillare diffusione dell’assistenza domiciliare. C’è ancora molto da fare, ma la strada intrapresa è quella giusta. Voglio solo ricordare gli impegni più recenti che le Regioni hanno condiviso col Governo. Prima di tutto la previsione nell’ultima Legge di stabilità della idoneità ad operare nelle reti per le cure palliative pubbliche e private di tutti i medici che, indipendentemente dalla specializzazione possano attestare un’esperienza almeno triennale in questo campo. Poi occorre ricordare che la lotta al dolore comporta impegni ed oneri significativi soprattutto rispetto a certe patologie e cronicità particolarmente invalidanti. Va quindi valutato positivamente il decreto che ha ripartito il fondo per la non autosufficienza. 340 milioni destinati alle Regioni con una quota parte destinata ad interventi a favore di persone con disabilità gravissime che necessitano di assistenza domiciliare continua. È chiaro che in tali situazioni spesso le cure palliative – ha aggiunto Marini – rappresentano un supporto indispensabile”.
 
“La battaglia per la lotta al dolore e per la diffusione delle cure palliative va portata avanti con determinazione e costanza, senza ingenerare però aspettative che vadano al di là dei contesti finanziari con cui dobbiamo confrontarci anche in un settore così delicato. Stiamo ragionando con il Ministero sul nuovo Patto per la salute ed è chiaro che in questo frangente il tema delle cure palliative non può essere eluso, ma questo ambito impone concretezza e una sinergia tra tutte le istituzioni, né va dimenticato il contributo determinante che può arrivare dai medici e dagli operatori sanitari chiamati a realizzare una vera e propria rivoluzione culturale nell’approccio con il malato e, in particolar modo, con il malato terminale. Così come – ha sottolineato la Presidente dell’Umbria – non può essere sottaciuto l’ausilio che può arrivare dal terzo settore e dal volontariato. Da questo punto di vista è fondamentale realizzare con le molte organizzazioni presenti sul territorio, come la fondazione nazionale Gigi Ghirotti, quel mix fra pubblico e privato che può rispondere in termini di flessibilità anche alle situazioni più drammatiche. Sono queste, a mio avviso, le riflessioni che dobbiamo trarre in occasione della XIII giornata nazionale del sollievo ed è forse questo lo spirito delle 151 manifestazioni promosse in 16 Regioni che sono state censite dalla segreteria della Conferenza delle Regioni, eventi che coinvolgono medici, associazioni e cittadini".

23 Maggio 2014

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